Il centrodestra fa shopping sulla sponda opposta, a sinistra il corteggiamento a Pascucci può andare a buon fine
Partite le mosse degli schieramenti che si fronteggeranno alle elezioni ladispolane dell’estate 2022.
La prima, d’obbligo, è spettata al sindaco uscente Alessandro Grando aprendo le danze e indicando la via che seguirà.
Il tentativo di ricucire con la destra verrà fatto ma è difficile che si arrivi a conclusione. E allora si attinge al centro, dove ha già trovato delle sponde che scivolano anche a sinistra.
Già perché se le avvisaglie si erano avute dopo l’allontanamento di Francesca Lazzeri dall’assessorato al commercio, sostituita da Lorena Panzini che non ha certo trascorsi a destra (candidata per il Movimento Civico Ladispoli città di Eugenio Trani), alla presentazione della lista di Grando c’erano Gabriele Fargnoli e Fabio Ciampa ovvero un ex consigliere fedelissimo dell’ex sindaco di centrosinistra Crescenzo Paliotta l’uno e consigliere d’opposizione tuttora in carica l’altro, anch’egli di antico rito pallottiano.
E a questi va aggiunta la variabile impazzita ovvero Marco Pierini. Dimessosi dal Pd ladispolano per dissidi con Ascani – ma commissario di quello cerite fino al congresso di dicembre che eleggerà il nuovo segretario – è rimasto consigliere, rispolverando la lista civica Protagonisti votando con la maggioranza la variante al Prg per il centro commerciale sull’Aurelia. Tornerà all’ovile dem o sposerà definitivamente la causa destrorsa?
In tutto questo il centrosinistra balla sul nome da opporre al sindaco uscente. Da settimane il corteggiamento verso Alessio Pascucci non ha conosciuto interruzione e il primo cittadino cerite a scadenza di mandato è stuzzicato dalla corsa a palazzo Falcone per motivi che vanno oltre il derby con prospettive di ricostruzione per tutta l’area politica di riferimento.
Deve però fare i conti – chi caldeggia il nome di Pascucci – con i veti incrociati e le vecchie nomenklature che non vedono di buon occhio l’operazione Ciogli al contrario.
Se Pascucci sciogliesse le riserve dicendo sì, il quadro sarebbe già da ora abbastanza definito: ballottaggio pressoché certo fra lui e Grando, con zero margini di competitività per qualsiasi altro nome.
In questo senso, silenzio dal mondo 5 Stelle dove stanno dando l’impressione di non volerci neanche provare.
a.v.
