Assoluzione “per non aver commesso il fatto” per Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto della Regione Lazio, finito a processo con l’accusa di turbativa d’asta e rivelazione del segreto di ufficio. La decisione è stata presa dai giudici della seconda sezione penale, che nell’ambito del medesimo procedimento – una tranche dell’inchiesta Mafia Capitale – ha invece condannato per turbativa d’asta, a un anno e quattro mesi di reclusione, Mario Monge, dirigente della cooperativa Sol.Co. Monge, è stato assolto dall’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio. Quest’ultimo, inoltre sarà chiamato a risarcire in altra sede le parti civili costituite. Monge, intanto, dovrà versare alcune provvisionali, tra le quali anche una di 60mila euro alla parte civile Regione Lazio. I due imputati erano finiti a processo per dei presunti illeciti riguardo alla gara d’appalto per l’assegnazione del servizio Cup della Regione.
CUP, assolto Maurizio Venafro: “Non ha commesso il fatto”
