Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Sannicola – E’ ancora vivo nella nostra mente l’incontro tenutosi tra il Sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta, e lo scrivente Comitato, nell’Agosto 2013. In quell’occasione il primo cittadino affermò che “per tenere vivo il rapporto con i cittadini” il Comitato stesso sarebbe stato un interlocutore, con il quale il Comune si sarebbe confrontato, in merito alla nuova convenzione che doveva “salvare” il Consorzio, vista la sua ormai prossima chiusura.
La cessazione dell’attività consortile è sancita dalla convenzione, tra Comune e lottizzatori dell’epoca (1967) in cui è stabilito che, raggiunto il 100% dell’edificazione del Comprensorio, le “attività” svolte dal Consorzio sarebbero state trasferite totalmente alla gestione pubblica comunale. Quindi, l’illuminazione stradale e l’impianto idrico, le strade e le aree verdi (queste ultime già trasferite nel 1977) sarebbero state amministrate dal Comune di Ladispoli.
Per non far cessare l’attività del Consorzio e mantenergli in capo alcune “responsabilità” occorreva, appunto una nuova convenzione che dovrebbe essere sottoscritta dopo le rispettive approvazioni assembleari dei Consorziati e del Consiglio Comunale.
A questo punto il Comitato Sannicola può ritenersi soddisfatto, due volte. La prima, in quanto è stata incisa la parola “fine” su pericolose ulteriori speculazioni edilizie nel nostro Comprensorio e la seconda perché, dopo aver subìto duri attacchi, ingiurie e querele solo per screditare le nostre affermazioni facendole passare come false, il giudice tempo ci ha dato ragione, con tanti saluti ai nostri detrattori che insistevano sul fatto che San Nicola non era ancora “finita” e qualche cubatura ancora c’era.
Ora la partita può essere giocata in modo paritario, modificando sostanzialmente gli equilibri (squilibri) e i Cittadini diventano protagonisti delle loro scelte, il risultato non è più acquisito da parte di alcuno e tutto viene rimesso in discussione: la convenzione e lo statuto.
Apprendiamo da una convocazione dell’Amministrazione consortile che, mentre scorrevano i titoli di coda, qualche cosa è cambiata e la parola “fine” viene, di fatto, cancellata. Gli oneri dell’illuminazione pubblica, quelli delle strade, del cavalcavia nonché della rete idrica saranno a carico dei Consorziati.
Stanno scherzando? No, il Comune e l’amministrazione del Consorzio fanno sul serio. Ora ci risulta chiaro perché il Comitato non è stato chiamato dal Sindaco ad esprimere il parere, di una parte sia chiaro, dei Cittadini. Avevamo dato la nostra disponibilità a trattare sulla continuazione del Consorzio salvaguardando anche il rapporto di lavoro di impiegati e operai. Il Comitato aveva presentato un progetto per un nuovo organismo con nuove regole. (mai preso in considerazione dalle controparti). La bozza della nuova Convenzione ci rende ancora più determinati sulle nostre scelte: non possiamo e non vogliamo che continuino vessazioni verso i Cittadini di San Nicola, chiedendogli ancora soldi. E perché? Per fare un altro denitrificatore mentre a Ladispoli, il nostro Comune, l’acqua non ha bisogno di impianti da 290.000 euro, di manutenzioni continue e di immissioni di ingenti quantitativi di sale per rendere l’acqua utilizzabile per usi umani?
Gli oneri relativi ai servizi indivisibili, come l’impianto di pubblica illuminazione, la manutenzione verde pubblico e manutenzione ordinaria e straordinaria strade, sono già corrisposti al Comune attraverso la TASI. Non vi basta?
Il nostro sindaco aveva più volte ribadito la necessità che la nuova convenzione dovesse essere il punto di partenza per San Nicola, discussa anche con i cittadini, cambiando necessariamente lo statuto del Consorzio per evitare conflitti di interesse e concentrazioni di potere. Siamo delusi profondamente dal suo operato: dopo avere assunto una serie di impegni nei confronti della popolazione ha poi agito all’opposto di quanto sancito col suo solenne impegno.
Nella bozza di convenzione non sono neppure accennati il totale dei contributi che il Comune dovrebbe versare per la gestione delle opere. Inoltre, non vengono salvaguardati i Consorziati da eventuali oneri che dovessero sorgere nel momento in cui verranno trasferite le opere primarie e secondarie al Comune stesso. A tale proposito è utile ricordare ai Cittadini che l’articolo 9 della convenzione in essere stabiliva che, al termine della lottizzazione, “le opere primarie e secondarie saranno trasferite, senza alcun corrispettivo, in proprietà del Comune”. Di questa dizione sulla bozza che sarà presentata in assemblea non vi è traccia. Una dimenticanza? Beh, è grave! Le opere, sia chiaro devono “passare” dal lottizzatore al Comune, in maniera diretta, senza intermediari (i Consorziati) su cui far calare eventuali oneri. Del nuovo Statuto non si ha conoscenza, le promesse del primo cittadino dissolte e la voce dei Consorziati non è stata mai sentita durante il lungo iter di cui parla il C.d.A.
Infine, si convoca un’assemblea consortile “ordinaria” per chiedere il mandato a firmare una bozza di convenzione che però è ancora al vaglio della commissione urbanistica e deve essere ancora presentata al Consiglio Comunale per l’approvazione? La bozza, quindi, deve essere ancora discussa dalla massima assise comunale, potrebbero insorgere dei cambiamenti e si chiede un mandato su un “qualcosa” che potrebbe essere differente da quanto invece già inviato ai Consorziati prima ancora di sapere se tale convenzione sia definitiva e soprattutto approvata dal Comune? A questo servivano le riunioni preventive con i Cittadini. Inoltre non è mai stato posto all’ordine del giorno in nessuna assemblea consortile, e quindi mai votato, l’assenso al rinnovo della convenzione.
Diciamocelo chiaro ancora una volta: Sindaco e Presidente pro-tempore del Consorzio, voi fate le vostre belle riunioni, decidete, propalate quello che avete deciso fino ad autoincensarvi, fino a dirvi grazie da soli (“Un obiettivo inseguito per decenni e ora finalmente raggiunto, grazie a tutto l’impegnativo lavoro preliminare svolto in questi anni dal Cda del Consorzio, ma anche e soprattutto alla collaborazione e interazione con l’Amministrazione comunale di Ladispoli” – dalla lettera del CdA) e noi saremo fieramente contrari, nelle forme previste dalla legge, a qualsiasi accordo che passi sulla testa dei Cittadini di San Nicola.