“Le piogge persistenti di queste ultime ore, quelle che in tanti ancora si ostinano a definire calamità naturali, dovrebbero aver fatto capire ai nostri Amministratori che il territorio di Fiumicino non ha bisogno di nuovi impianti industriali inquinanti, di mega porti e di raddoppi aeroportuali, grandi opere; l’unica grande opera di cui necessita Fiumicino è una radicale e ragionata manutenzione ambientale”. Lo dichiara il Comitato Rifiuti Zero di Fiumicino in un comunicato.
“Ogni anno in occasione delle stagioni fredde, quelle in cui le precipitazioni sono frequenti e a volte abbondanti, si verificano allagamenti ed esondazioni più o meno gravi, ogni anno ci sono famiglie costrette ad affrontare spese e disagi e che, passata l’emergenza delle prime ore, restano sole fino all’inverno successivo quando, inevitabilmente, si ripeterà la nuova identica calamità naturale”.
“Quest’anno la pioggia ha portato alla luce e trascinato nei campi, nei canali, nei fossi, nei fiumi anche il bagaglio di veleni e di rifiuti che anni e anni di pessima gestione del ciclo dei rifiuti e del territorio ha devastato la Valle Galeria: le foto che documentano i rifiuti ospedalieri e il petrolio sparsi sui campi, il percolato che scorre nei canali e nel Rio Galeria, uno dei fiumi più inquinati d’Europa, che sfocia a Fiumicino, non possono essere smentite”.
“Queste foto confermano e rendono visibili a tutti noi le analisi ARPA che già dal 2007 rilevavano indici di inquinamento preoccupanti derivanti dalla discarica di Malagrotta, (analisi soffocate con la nomina dell’Ing. Ermolli, uomo di fiducia di Cerroni, quale responsabile ARPA della sezione Suolo-Rifiuti e Bonifiche), e le analisi eseguite nel 2009 su incarico del Dipartimento X del Comune di Roma dall’Università di Perugia che documentavano l’avvelenamento e la morte del Rio Galeria, dove sono presenti quantitativi allarmanti di azoto ammoniacale, arsenico e batteri simili a quelli del colera, dove il tasso di ossigeno necessario a garantire la vita dei pesci è superiore di oltre 30 punti rispetto al valore limite ammesso”.
“Sono dati che venivano denunciati da anni dai cittadini della Valle Galeria, sconosciuti per la maggior parte di noi cittadini, ma sicuramente noti a chi ricopriva ruoli di rilievo in regione, in provincia e in comune. Dati che, pur testimoniando un disastro ambientale gravissimo, sono stati chiusi in un cassetto per non minacciare gli interessi di Cerroni e di chi viveva e prosperava alla sua ombra. Di fronte al disastro ambientale di queste ore poca cosa sembrano essere le spese pazze della regione: in quel caso ci rubavano solo i soldi, in questo oltre ai soldi anche la salute e il futuro. Può un politico, un amministratore pubblico, commettere reato più grave? Il silenzio consapevole è colpevole non meno della complicità”.
“Sono tre anni che chiediamo al nostro Comune – conclude il comunicato – di avviare un completo e approfondito monitoraggio ambientale per conoscere lo stato di salute dell’aria, dell’acqua, del suolo e del sottosuolo, di bloccare la realizzazione di qualsiasi impianto che possa in qualche misura produrre inquinanti, verifiche e controlli rigorosi su quelli già esistenti, chiediamo i dati relativi all’inquinamento derivante dall’aeroporto, chiediamo di cambiare ciclo dei rifiuti. Chiediamo in buona sostanza di rivedere lo sviluppo di questo territorio che potrebbe vivere di agricoltura e di turismo di qualità, non ci serve raggiungere i 100.000 abitanti se per farlo si deve continuare a sacrificare suolo con abitazioni che restano vuote ed invendute. La messa in sicurezza del territorio, il controllo, devono avere la priorità”.
