“Le crociere sono ferme e i traghetti meno frequentati, ma Civitavecchia è ancora ostaggio dei fumi delle navi ancorate in porto.
La strada da percorrere, oltre quella dei controlli e delle sanzioni verso chi deliberatamente avvelena una città, è solo una: Civitavecchia deve diventare il porto delle navi ad idrogeno, sviluppando le infrastrutture e formando il personale per questo ormai inevitabile salto tecnologico.
Si va verso una rivoluzione dei trasporti e Civitavecchia non può arrivare sempre in ritardo agli appuntamenti, con conseguenze letali per la popolazione e l’economia.
