Civitavecchia, USB risponde ad un articolo del Messaggero • Terzo Binario News

Civitavecchia, USB risponde ad un articolo del Messaggero

Dic 3, 2014 | Civitavecchia, Politica

bandiera-usbPubblichiamo la risposta dell’USB (Unione Sindacale di Base), sezione di Civitavecchia,  all’articolo “Pincio, rivoluzione nei servizi”, pubblicato in data 03/12/2014 sul Messaggero pagina locale.

Scrive il Messaggero:

“Concluso il rodaggio e completata la fase di messa a punto, la Giunta pentastellata ha definito l’assetto della macchina che utilizzerà per portare avanti la rivoluzione promessa all’elettorato, che ha scelto il cambiamento annunciato dal M5S. Per ora, però si viaggia con il freno a mano tirato. A rallentare la marcia sono i principali ingranaggi del sistema, ovvero i dipendenti del Comune, che stanno palesando in ogni maniera la loro contrarietà alla linea di azione scelta dall’Amministrazione Cozzolino”.

Risponde la USB Pubblico Impiego:

1) – i dipendenti comunali fanno si parte degli ingranaggi ma non possono in alcun modo rallentare la macchina comunale;
a rallentare e peggiorare il funzionamento e’ chi redige tecnicamente la nuova macrostruttura in maniera funzionale alle proprie esigenze personali e chi come la giunta approva con delibera queste storture senza alcun confronto con la RSU, e visto come funzionano le cose, i dipendenti comunali potrebbero mandare avanti la struttura da soli senza dirigenti e politici;

1) – la macrostruttura e’ tecnicamente inadatta alle funzionalità dei servizi, non e’ assolutamente vero l’accorpamento dei servizi anzi c’è stato smembramento come successo per ambiente – sport e politiche giovanili – demanio marittimo; non e’ possibile mettere servizi amministrativi sotto un dirigente tecnico (anagrafe – albo pretorio – notifiche – protocollo – uscieri – ced – ufficio urp);

2) – i dipendenti comunali molto spesso lavorano in condizioni disagiate al limite del volontariato proprio per le scelte politiche e dirigenziali sbagliate, ciò’ crea condizioni di scarsa sicurezza negli impianti comunali, frustrazione e stress, non rispetto dei diritti e quindi disservizi ai cittadini che ne pagano le conseguenze. da tenere in considerazione che i dipendenti comunali sono anche cittadini e quindi questa situazione gestionale la subiscono due volte.

3) – bisogna infine tenere conto che i dipendenti comunali, dal 2001 ad oggi, hanno sopportato di tutto, dal cambiamento di 5 sindaci e di 3 commissari straordinari che a turno hanno variato la macrostruttura del comune che più la tiri più si allunga e si spezza. si cambiano continuamente settori, servizi, competenze, dirigenti, funzionari p.o., trasferimenti ai dipendenti, competenze, uffici, scrivanie e perfino tutti i numeri telefonici interni.

In conclusione diciamo basta, sia come dipendenti sia come cittadini; le colpe sono di chi amministra, gestisce, sceglie ed applica; il sindaco e l’amministrazione sono anche i nostri datori di lavoro quindi devono rispettare i diritti dei lavoratori; infine diciamo basta alle politiche di screditamento dei dipendenti pubblici verso la città in nome di fantomatici positivi cambiamenti volti solo a ricevere consensi elettorali.