“In queste ore abbiamo avuto modo di leggere la sentenza pronunciata dal Tar del Lazio in ordine alla richiesta di sospensiva della discusa e contestata ordinanza, emanata la scorsa estate dal Presidente di Adsp Di Majo, in ordine al tentativo di vietare la movimentazione di container sulla banchina 25, di fatto garantendo il monopolio di tali traffici alla RTC, concessionaria della banchina, ed infliggendo un duro colpo alla CFFT, operatore che ha investito molto nel nostro scalo portuale, intercettando importanti traffici commerciali con primari operatori internazionali (Dole, Chiquita, Orsero,etc…), i quali, a fronte di quanto paventato nell’ordinanza del Presidente Di Majo, hanno già preannunciato l’intenzione, nel caso in cui l’ordinanza fosse entrata in vigore, di interrompere i contratti in essere e dirottare i traffici di container della frutta in altri porti, con un danno ingente sul porto e sull’economia cittadina.
Il Tribunale Amministrativo ha, in sostanza, confermato tutte le perplessità in ordine alla legittimità del provvedimento del Presidente Di Majo, rinviando a maggio la discussione nel merito; l’unica ragione per la quale non è stata accolta la richiesta del provvedimento cautelare di sospensiva risiede nella mancanza del danno, grazie proprio alla circostanza che, prudenzialmente, lo stesso Presidente Di Majo ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza, proprio in attesa del pronunciamento del Tar del Lazio.
Fratelli d’Italia ha, da subito, preso posizione con forza e con chiarezza su questa vicenda, schierandosi senza incertezze dalla parte delle imprese e, soprattutto, dei lavoratori, in difesa dei traffici commerciali e delle prospettive di sviluppo dello scalo portuale di Civitavecchia, che, con l’avvento del Presidente Di Majo, ha conosciuto un periodo di grave crisi e di elevata conflittualità, dimostrando, a nostro avviso ma anche secondo l’opinione di molti addetti ai lavori, l’assoluta inadeguatezza dell’attuale Presidente di Adsp, del quale abbiamo, per queste ragioni, invocato a gran voce, le dimissioni o la revoca, interessando anche esponenti di primo piano del nostro Partito, e, in particolare, il vicepresidente della Camera dei Deputati on. Fabio Rampelli, intervenuto sulla vicenda con una interrogazione parlamentare al ministro delle infrastrutture e trasporti on. Danilo Toninelli.
A questo punto, considerando l’inerzia del governo ed alla luce anche del pronunciamento del Tar, in attesa della sentenza sul merito, riteniamo che il Presidente dell’Adsp Di Majo abbia il dovere di garantire lo status quo, almeno fino alla sentenza che determinerà se la discussa ordinanza sia legittima oppure, come noi riteniamo, illegittima: nel frattempo gli effetti del provvedimento devono continuare ad essere sospesi, per non produrre danni irreparabili, che sarebbero inevitabili con l’entrata in vigore dell’ordinanza e la conseguente perdita di traffici container di notevole rilevanza economica per il nostro porto. Le ricadute economiche sarebbero davvero negative e gravissime, con perdita di fatturato per le imprese e perdita di posti di lavoro e compromissione delle prospettive di sviluppo nel settore dei traffici commerciali per il nostro scalo portuale. Di tali danni sarebbe certamente unico responsabile il Presidente Di Majo, ferma restando la responsabilità politica di coloro i quali, ricoprendo ruoli di responsabilità istituzionali, fino ad oggi non hanno mosso un dito, seppur sollecitati da più parti ad intervenire in difesa del porto.
Ci auguriamo davvero, per il bene del Porto e della Città, che questa volta prevalga il buon senso, in attesa che il tribunale amministrativo risolva definitivamente una questione, prodotta dalla politica ed alla quale la politica non ha saputo, fino ad oggi, porre rimedio”.
Coordinamento del Circolo Territoriale di Civitavecchia “Giorgio Almirante” di Fratelli d’Italia
