Civitavecchia, è caos sui dehor • Terzo Binario News

Civitavecchia, è caos sui dehor

Dic 15, 2019 | Civitavecchia, Politica, Urbanistica

Corsa contro il tempo per evitare che le installazioni esterne – che vanno distinte dai dehor – vengano rimosse perché irregolari. Per l’assessore all’urbanistica Sandro De Paolis c’è da modificare il regolamento entro il 30 gennaio, con due aspetti critici: un’approvazione del consiglio comunale e la quadra da trovare con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Lazio. Perché neanche a dirlo torna lo spettro che ha paralizzato per anni la città ovvero la Paesaggistica.

Per De Paolis ” ci portiamo dietro un problema non risolto dal Pincio targato 5 Stelle. Per la Soprintendenza, non c’è distinzione fra dehor e installazione mobile quindi per entrambe le richieste avanzate dai commercianti va richiesta la Paesaggistica. Per questo motivo, chi non l’ha presentata ma ha potuto installare con il benestare del Comune ora ha un problema, con il rischio concreto di dover smontare tutto per l’ennesima volta con tutte le conseguenze economiche e burocratiche del caso. Con un tavolo tecnico messo in piedi insieme all’ente culturale stiamo cercando di trovare un compromesso, ma non è detto che si faccia in tempo. Anzi, l’intenzione della Soprintendenza appare quella di allargare la “zona rossa”, l’area del centro storico vincolata alla Paesaggistica”.

La replica di Enzo D’Antò, attuale consigliere M5S ed ex assessore al commercio, non s è fatta attendere e più che l’Amministrazione mette nel mirino la Soprintendenza e rimanendo convinto del fatto suo: ” Se affermano di non aver concordato con noi i passaggi burocratici mentono. A maggio io, l’ex assessore Alessandro Ceccarelli e l’ex sindaco Antonio Cozzolino oltre ai tecnici del Pincio, andammo personalmente nella sede dell’ente per discutere della faccenda. L’accordo arrivò, sebbene ci dissero che andava formalizzato tramite circolare. Sono pronto a tornarci per verificare de visu quanto affermano. Il problema nasceva dal fatto che loro per primi avevano concesso dei permessi senza l’ex articolo 21 e poi lo fece anche il Pincio. In questo senso si cercò di condividere le colpe al 50% e si attese la stesura della circolare per risolvere la grana. Attraverso dei sopralluoghi effettuati in centro si sono accorti che qualcosa non corrispondeva rispetto alle domande presentate, da qui la stretta che rischiano di dover pagare tutti i commercianti. L’allargamento della “zona rossa”? Non si inventino nulla, il Pirgo resta fuori” conclude il consigliere grillino.
Spostando la questione dal piano politico a quello commerciale, ecco l’intervento del Comitato Luci Spente Commercianti Civitavecchia, che come categoria si trova nella scomodissima posizione fra incudine e martello. Infatti fanno sapere che ” diversi operatori hanno investito decine di migliaia di euro per i dehors con l’intenzione di avviare anche nuova occupazione seguendo pedissequamente il nuovo ultimo regolamento. In alcuni casi, dopo aver rimosso le strutture precedenti considerate non in regola affrontando così debiti e lavoro ridotto per alcune stagioni. Moltissimi ora rischiano, a causa della Soprintentenza, di smontare la struttura, il che inciderà pesantemente su bilancio e occupazione. Una catastrofe cittadina. Invitiamo il Pincio a intervenire per sanare una situazione assurda che rischia di compromettere un settore, come quello dei pubblici esercizi determinante per il turismo e lo sviluppo”.