Civitavecchia ci prova: sito Unesco e Capitale della Cultura 2022 - Terzo Binario News

Il sogno: le Terme Taurine sito Unesco. L’ambizione: Civitavecchia Capitale della Cultura del Lazio 2022. Ieri, proprio nell’impianto termale eretto dall’imperatore Traiano è stata resa pubblica questa volontà, due progetti estremamente ambizioni che, se andassero in porto, rappresenterebbero una svolta per la città non solo dal punto di vista culturale e storico, ma anche e soprattutto da quello economico, rendendo Civitavecchia appetibile per mercati finora sconosciuti.

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Alla conferenza stampa di presentazione c’erano il sindaco Ernesto Tedesco, l’assessora alla cultura Simona Galizia, la presidente della Fondazione Cariciv Gabriella Sarracco, la presidente della Pro Loco cittadina Maria Cristina Ciaffi e il dottor Giorgio Andrian, il consulente specializzato che – si spera – possa instradare la città perso un riconoscimento prestigioso a livello planetario.

Per dare vita a questo progetto, le tre entità hanno deciso di mettersi insieme formando un Comitato per la Cultura, costituitosi formalmente proprio ieri con le forme di presidenti e primo cittadino.

“Un unicum – l’ha definito Andrian, che sui siti italiani di consulenze ne ha effettuate diverse – perché in altre città c’è stato qualche soggetto partito al quale altri si sono poi accodati. Stavolta c’è una sinergia mai vista altrove>. Dunque, il sogno è quello di vedere le Terme riconosciute come patrimonio Unesco ma il percorso è lungo e tortuoso: “Possono volerci due, tre anni – aggiunge Andrian – i tempi tecnico sono questi. Prima va istruita la pratica, si presenta la candidatura e poi si attende l’approvazione. Per Civitavecchia sono fiducioso, c’è tutto per arrivare a tagliare il traguardo, partendo dal patrimonio, comune denominatore con la cultura e con la comunità. Sarà bello condividere la “bandierina” con la Muraglia Cinese o il Taj Mahal>. Tedesco ha definito una “coalizione culturale> il Comitato appena costituito “per il quale ringrazio la Galizia, la Ciaffi e la Sarracco. L’importante è che Civitavecchia trovi la sua impronta, che si caratterizzi distinguendosi non solo per il porto ma per un patrimonio storico inestimabile>. L’assessora Galizia è colei che ha spinto tantissimo per il progetto, dividendolo in due fasi: “La prima si chiama la “tentative list”, propedeutica all’ammissione per la candidatura. Poi c’è l’idea di rendere Civitavecchia Capitale della Cultura del Lazio 2022, presentandoci al bando regionale. La volontà mia è quella di andare oltre i tempi fisiologici dell’Amministrazione, lasciando alla città qualcosa di cui essere orgogliosa e che la sostenga al di là delle fonti economiche come il porto, l’industria e il commercio. In realtà c’è un terzo traguardo, ossia inserire la città nelle guide turistiche di Roma>. “La Fondazione ha detto sì al sostegno della candidatura – ha aggiunto la Sarracco – tre mesi fa, con il benestare del Cda perché ci crediamo in pieno. Le spese di consulenza sono divise equamente con il Pincio>. Infine la Ciaffi ha sottolineato come sia “fondamentale il coinvolgimento dei cittadini in questa sfida, per risvegliare il senso di appartenenza. È commovente vedere l’ammirazione degli stranieri per le Terme Taurine>.

Pubblicato sabato, 3 Ottobre 2020 @ 08:25:40     © RIPRODUZIONE RISERVATA