Lettera di associazioni e comitati a Zingaretti e Lombardi
“Civitavecchia si candida a traghettare l’Italia del carbone e del gas alla rivoluzione energetica delle rinnovabili e del vettore idrogeno.
Salutiamo con speranza presso la Regione Lazio, la creazione di un nuovo assessorato della Transizione Ecologica sul modello del nuovo Ministero a livello governativo, affidato a Roberta Lombardi cui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro. Una scelta che lascia presagire che la Regione Lazio voglia realmente perseguire un nuovo modello di sviluppo, proprio a partire dalla transizione energetica.
Non c’è migliore occasione per dimostrarlo a Civitavecchia, città consacrata alla produzione di energia a vantaggio di buona parte dell’Italia da circa 70 anni. In vista della fuoriuscita dal carbone del 2025, comitati e associazioni hanno cominciato da oltre due anni a pensare su future alternative tutte rigorosamente ispirate allo sviluppo ecocompatibile, apparentemente avveniristiche in principio, ma con l’avvento del Green Deal e Next Generation EU in linea con il prossimo futuro pensato dall’ Unione Europea e auspicato da chi oggi esprime la massima preoccupazione sui cambiamenti climatici.
Civitavecchia immagina per sé un riscatto che sia in primo luogo sociale e poi ambientale e sanitario. Come è giusto che sia, punta sul suo porto. Diventato marginale nel dopoguerra in seguito alla costruzione delle centrali, oggi può ritornare al centro della vita cittadina e diventare il sito produttivo di riferimento allentando il cerchio intorno alle centrali destinate ad essere via via dismesse a favore di nuove forme di energie.
Civitavecchia si candida a traghettare l’Italia del carbone e del gas alla rivoluzione energetica delle rinnovabili e del vettore idrogeno. Si candida con l’ambizione di chi sa di aver dato tanto e di non voler rinunciare a quella che sembra essere l’ultima occasione possibile. “Fare del porto un grande laboratorio a cielo aperto, un sistema energetico sostenibile e del tutto autonomo con produzione di idrogeno verde da rinnovabili, eolico e solare (progetto Porto Bene Comune) e costruire un grande impianto off-shore al largo di Civitavecchia che alimenti il porto e liberi Civitavecchia dalle emissioni fossili.”
Il momento è favorevole: il Piano Energetico Regionale, in corso di approvazione, prende in considerazione nello specifico i processi di decarbonizzazione della Centrale Termoelettrica di Civitavecchia “Tor Valdaliga Nord” entro il 2025 e di uscita dal fossile entro il 2030 e prevede che l’idrogeno verde sia chiave di volta per un’alternativa all’ installazione degli impianti a turbogas.
Per di più, la Commissione Europea considera prioritari la portualità ed il traffico marittimo, assieme all’ industria pesante, per l’utilizzo del vettore idrogeno. Il ruolo che Civitavecchia può assumere sul piano nazionale nel processo di transizione al rinnovabile senza passare per il gas è centrale se si fa del porto di Civitavecchia “ad emissioni zero” un riferimento europeo.
Comitato SOLE
Forum Ambientalista
Il Paese che Vorrei
Voce a Chi Lavora
Luci Spente
Il Centro del Buongusto
Rete delle Associazioni
Collettivo No al Fossile
Bio Ambiente Tarquinia
Asd. Nessuno Escluso
Mi rifiuto
Piazza048
Fridays for Future Civitavecchia
Commercio Unito Civitavecchia
