“Ho letto con molta attenzione il comunicato stampa relativo al laboratorio avviato dal comune ,con il demanio, presso l’Università Bocconi di Milano ,per la rigenerazione delle cosiddette “Carcerette”.
Fare ricorso al confronto tra istituzioni,accademici,professionisti e’ un percorso vincente per raggiungere obbiettivi e trovare soluzioni. In pratica si fa ricorso alle competenze.
Perché trasformazioni incredibili stanno avvenendo in questo periodo ,e in questa città e vanno sfruttate per il bene della città.
La cosa incomprensibile perché lo stesso percorso non si sia fatto per il progetto Italcementi.
Perché invece di fare comunicati con la previsione di centri commerciali ,hotel a 5 stelle,parcheggi immensi , non si sia preferito l’inclusione ,la discussione,le alleanze civiche,un confronto con categorie,(con la stessa autorità portuale);perché in pratica non si sia perseguita una trasversalità ,una sinergia ,per interessare e coinvolgere mobilità ,commercio di prossimità ,mercato,porto,così da rendere il progetto di proprietà della città,non solo di un fondo finanziario .
Perché un progetto come “Italcementi” richiede risposte integrate,alleanze urbane,collaborazioni visionarie, per rafforzare il progetto;non serve un progetto, presumo elaborato solipsisticamente .
Un progetto come Italcementi e’ un progetto di rigenerazione urbana ,di sviluppo economico e non può prescindere da un futuro dove questa città diventi finalmente città -porto,non città con il porto,dove vi siano obbiettivi comuni,dove non si tenga conto di tre milioni e mezzo di persone,di una economia terziaria che in questa città è preponderante.
Senza polemiche ,non l avrei affidata ad un consulente dell’advisor,ma avrei chiamato ,Bocconi ,accademici,luminari urbanisti .
Sia chiaro. ,non sono pregiudizialmente contrario a fondi ed advisor,li conosco,li ho frequentati; ma ovviamente e giustamente fanno interessi propri,non della città o del pubblico,e vanno adeguatamente seguiti,o meglio “ sorvegliati”.
A Civitavecchia abbiamo avuto scandali finanziari nazionali,ma si trattava di privati,qui si parla di soldi pubblici,che appartengono alla città e vanno attentamente tutelati.
E’ stato fatto un errore iniziale,perché il progetto andava creato dal basso ,coinvolgendo la città da subito,perché si tratta di un progetto che deve tenere conto di una comunità che vuole decidere del suo futuro,attraverso la rigenerazioni di spazi storici.
Coinvolgere la città in modo includente e trasparente era il minimo che ci si potesse aspettare da questa amministrazione”.
Tullio Nunzi
