L’abbandono da parte della parlamentare Roberta Lombardi del mini-direttorio che supporta Virginia Raggi nella gestione del Campidoglio arriva a Palazzo Senatorio nel primo pomeriggio di ieri come un tornado.
A Palazzo Senatorio è in corso l’Assemblea Capitolina: un appuntamento importante perché si varano “in tempo record” rivendica il presidente dell’assemblea Marcello Di Vito, le Commissioni consiliari, in particolare quella Bilancio che dovrà varare l’assestamento dei conti di Roma Capitale. Quando si diffonde la notizia che Lombardi lascia, il vicesindaco Daniele Frongia è appena arrivato in Campidoglio: “Vengo dai sopralluoghi nei centri sportivi e sono riemerso solo ora – spiega a caldo ai cronisti -. Non ho letto i giornali per cui informatemi voi degli ultimi accadimenti. Non ho seguito la cosa è mi informerò”. Nel merito aggiunge: “Ho sempre assistito a degli scambi intensi ma tutti finalizzati al bene della collettività. Non ho mai visto grandi scontri o complotti e quindi ho difficoltà a commentare. Magari è uno scherzo. Magari mi informo e torno per commentare, tanto sto qua tutto il giorno”.
Anche la sindaca tiene la stessa linea: che Lombardi se ne va “me lo state dicendo voi” dice a margine della seduta ai cronisti. Si chiama fuori l’altro ex consigliere M5S Enrico Stefano: “Non sono temi che seguo direttamente. Mi occupo di altri temi come i trasporti e non entro su quelli strettamente politici”.
Ricostruzioni vogliono che la sindaca ieri avesse lamentato con Grillo in Campidoglio l’invadenza con cui Lombardi, vecchia guardia del M5S nella Capitale, l’aveva contrastata nella scelta del fedelissimo Daniele Frongia, e poi dell’alemanniano Raffaele Marra a capo del suo gabinetto e Grillo l’avrebbe sostenuta, invece di consigliarle prudenza e più rispetto per chi è da anni sul pezzo in città. Un’ultima goccia per Lombardi, in prima linea in vicende scomode come la lotta contro gli sfratti dalle case popolari in città, o faticose come i grandi eventi del movimento. Chi è vicino alla pasionaria del M5S, nel movimento cittadino, la descrive “delusa, stanca, ma non vinta”. Lei, carattere spigoloso ma generosamente al servizio della causa da sempre, co-titolare della società che gestisce l’organizzazione di Italia 5 Stelle, nega sui social l’esistenza di polemiche interne: “Ci tiene troppo all’avventura capitolina per fare da pretesto di ulteriori polemiche”, spiegano i suoi collaboratori più fidati. Se Raggi vuole andare avanti da sola, “lo faccia. sarà lei a chiedere aiuto a chi conosce meglio Roma”, spiegano altri mentre tra i militanti la parola d’ordine è “serriamo i ranghi”. Anche Marcello De Vito, molto legato a Lombardi, spiega ai giornalisti che “questa è una scelta di Roberta e va rispettata”. Ma alla città a cinque stelle è chiaro che questa decisione crei un problema.
“La stampa che vuole colpirci sta amplificando confronti che sono normali in tutti i movimenti- sottolineano alcuni responsabili M5S nei municipi, più o meno tutti con le stesse parole. “Lavoriamo sulla capitale e nei quartieri sulle cose concrete che i romani si aspettano da noi”. In serata, sempre sui social, arriva la versione ufficiale di Raggi: “Ringrazio Roberta Lombardi per l’apporto ed il sostegno dato finora. Il suo contributo è stato prezioso e nonostante i suoi numerosi impegni, a cui parteciperò, sono certa che continueremo a confrontarci, sempre, per il bene di Roma”, scrive la sindaca. Lombardi tace ma intorno a lei confermano la versione di facebook: “darà una mano”. Da domani si capirà quanto e come peserà la sua assenza nella linea del Campidoglio a guida Raggi.
