Come ogni anno l’Arpa, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio, ha diffuso i dati sulla balneabilità delle acque. A Ladispoli è stato giudicato non idoneo il tratto centrale di costa compreso tra i due fossi.
In particolare, il rapporto dell’Arpa ha ribadito il divieto per la fascia che inizia da 750 metri a sinistra della foce del Fosso Vaccina – spalle al mare – fino a 400 metri a destra del Fosso Sanguinara. Ma il divieto non è connesso all’inquinamento, ma alla presenza stessa delle foci. Nei prelievi effettuati nelle ultime settimane di aprile, prima dell’avvio della stagione balneare, i valori degli enterococchi intestinali e dell’Escherichia coli sono risultati infatti ben al di sotto dei limiti consentiti e la qualità delle acque è definita eccellente in tutti i punti e buona nei pressi della foce del Fosso Vaccina.
Anche lo scorso anno la stessa zona era interdetta alla balneazione per motivi diversi dall’inquinamento (zone portuali, militari, foci di corsi d’acqua, ecc.).
“L’80% della costa di Ladispoli è balneabile e sono pochi i Comuni che possono dire la stessa cosa”. Con queste parole il sindaco Crescenzo Paliotta ha commentato i dati dell’Arpa, l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente, relativi ai prelievi effettuati nelle scorse settimane nella città balneare.
“Praticamente – ha proseguito Paliotta – tutto il mare di Ladispoli, ad eccezione dei divieti previsti per legge alla foce dei fiumi Vaccina e Sanguinara, è balneabile. Inoltre, al largo, la qualità delle acque è eccellente anche nei punti dove c’è il divieto di balneazione. Questo risultato è il frutto tangibile della politica di salvaguardia dell’ambiente che il nostro comune sta portando avanti da anni. Il nostro depuratore, che è il più grande a nord ovest di Roma, continua ad essere monitorato dall’Arpa e da quindici anni non ha mai avuto problemi”.
“Siamo anche in costante contatto – ha concluso Paliotta – con la Capitaneria di Porto e con la Regione Lazio e da anni ci stiamo battendo per un monitoraggio continuo dello specchio d’acqua che va dal Tevere a Civitavecchia. Da quanto è potuto emergere dalla nostra esperienza, infatti in questo tratto occasionalmente si sono verificati dei problemi che dipendono proprio dal fiume della Capitale e dalle navi che partono da Civitavecchia e in passaggio davanti alla nostra costa: da questo punto di vista Ladispoli è più lontana sia dal porto civitavecchiese che dal Tevere”.
