Anguillara, Carlomagno ha aggredito Federica in bagno "poi l'ha sepolta nuda e ha tentato il suicidio" • Terzo Binario News

Anguillara, Carlomagno ha aggredito Federica in bagno “poi l’ha sepolta nuda e ha tentato il suicidio”

Gen 21, 2026 | Anguillara Sabazia, Civitavecchia, Cronaca

Il marito della Torzullo ha confessato il delitto davanti al pm, mentre il procuratore Liguori ricostruisce la sequenza degli eventi

“L’aggressione è avvenuta in maniera esclusiva solo in bagno”. Così il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori parlando con i giornalisti al termine dell’udienza di convalida del fermo di Claudio Carlomagno accusato di femminicidio e occultamento di cadavere della moglie Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia.

“Non siamo completamente soddisfatti della ricostruzione fornita – ha detto il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori -c’è qualcosa che non quadra. Ci sono delle zone d’ombra su cui vorremmo fare luce”.

In questo ambito chi indaga potrebbe tornare ad ascoltare testimoni per acquisire ulteriori elementi utili. I fendenti, quello fatale sul lato sinistro del collo, avrebbero raggiunto le zone vitali. L’uomo si sarebbe accanito con colpi anche all’addome e al ventre, anche quando Federica era già morta.

Sul corpo sono stati individuati anche segni di ustioni il che avvalora l’ipotesi che l’indagato ha tentato di dare fuoco al cadavere nel tentativo di “ostacolare il riconoscimento” del corpo di Federica. Dopo il delitto Carlomagno è uscito di casa ed è andato nella zona dove c’è la sede della sua azienda: vicino ad un canneto ha scavato, senza l’aiuto di nessuno sempre secondo il suo racconto, la buca dove poi ha seppellito Federica, completamente nuda.

Dalle parole del giudice per le indagini preliminari lla ricostruzione di quelle ore: “La mattina del 9 gennaio, dopo essersi svegliati all’incirca verso le 6,30 avevano discusso. Federica aveva contestato il suo modo di procedere chiarendo di essere determinata a portare avanti il progetto della separazione e per manifestare la serietà del proprio intento gli aveva detto che se non si fosse adeguato collaborando avrebbe lasciato la casa familiare portando via con sé il figlio, minacciandolo di non farglielo vedere con frequenza.

In ragione del fortissimo legame avvertito nei confronti del figlio lo aveva scosso al punto da reagire in maniera violenta. Aveva” – quindi – “preso un coltello che sapeva essere custodito nel bagno dove la coppia in quel momento stava discutendo e l’aveva colpita con almeno due fendenti.

Il corpo della donna si era poi accasciato privo di sensi. Resosi conto dell’accaduto aveva pensato al suicidio non trovando però il coraggio. Si era allora determinato a eliminare le tracce di quanto accaduto ripulendo l’immobile e avvolgendo il corpo della moglie per trasportarlo all’interno del bagagliaio della propria autovettura verso il deposito della ditta di famiglia dove spostava il corpo all’interno del cassone dell’autocarro”.

Scrive ancora la giudice per le indagini preliminari: “Non avendo con sé le chiavi dell’escavatore si recava con la propria autovettura al cantiere di Prima Porta dove veniva in effetti visto alle 11 circa solo per prelevare le chiavi rientrava in deposito e con il mezzo su cui poi verranno repertate tracce ematiche provvedeva a scavare una buca dove depositava il corpo della vittima ricoprendolo con il terreno lavava il cassone dell’autocarro per poi recarsi a scuola del figlio e lungo il tragitto percorrendo la Braccianese Claudia, all’altezza dell’incrocio con Osteria Nuova, si liberava dell’arma del delitto buttandola via in un corso d’acqua”. Così il Gip del tribunale di Civitavecchia Viviana Petrocelli nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di Claudio Carlomagno.