Oggi ci troviamo a dover decidere se cavalcare la paura dello straniero per la sopravvivenza di qualche piccola carriera politica oppure provare a fare quello che la sinistra dovrebbe avere come atteggiamento naturale: unire le battaglie dei più deboli anziché far scoppiare guerre tra poveri, riconoscendo diritti, garantendo rispetto della convivenza civile e quindi dei doveri, dando più opportunità e più giustizia sociale.
Non si dà seguito a questi principi se la politica è debole e si piega alla ricerca di facili consensi.
Bisogna smetterla di mostrare volti commossi ogni volta che un barcone viene risucchiato dal mare e delle persone muoiono, salvo poi non affrontare il problema alla radice.
Bisogna, soprattutto, smetterla con la doppia morale tipica del nostro paese: quella per cui si criminalizzano gli immigrati in nome delle regole, salvo poi chiudere occhi e orecchie di fronte alla violazione delle regole cui sottoponiamo i migranti, quando vengono schiavizzati in un campo di pomodori, o quando si stipano in scantinati con affitti da strozzini oppure quando qualche attore della politica lucra sui centri di accoglienza.
Oggi saremo alla fiaccolata contro il razzismo per dire che i diritti fondamentali sono tali se universali e non se dipendono dalla lingua che si parla o dal colore della propria pelle, per dire che il razzismo è una delle manifestazioni più becere dell’uomo e per affermare ancora una volta che Civitavecchia rifiuta il razzismo, la xenofobia ed il fascismo in ogni sua forma.
