Alla stazione di Civitavecchia il ponteggio sul sottopasso è sempre lì • Terzo Binario News

Alla stazione di Civitavecchia il ponteggio sul sottopasso è sempre lì

Mag 11, 2023 | Civitavecchia, Ferrovie, Politica, Trasporti

Dopo il crollo, i lavori hanno interessato solo il corpo centrale dello scalo al fine di riaprirlo ma manca la ristrutturazione vera e propria; sulla sicurezza vigila la Polfer

Problemi di infrastrutture, sovraffollamento causato dai croceristi ma sicurezza sotto controllo: questa la situazione della stazione ferroviaria di Civitavecchia che presenta sì delle criticità sugli edifici che la compongono mentre fatti come quelli di Milano, di una donna stuprata in un ascensore, sono lontani anni luce dallo scalo locale.

polfer civitavecchia

La stabilità, e soprattutto la vetustà delle costruzioni, rappresentano una problematica seria tant’è vero che solo negli ultimi due anni si sono verificati due crolli: il primo il 17 giugno 2020 sul binario 1 nei pressi del sottopassaggio dove è venuto giù l’intonaco; l’altro al corpo centrale della stazione il 10 luglio 2022 con una turista americana sfiorata dai sassi precipitati in basso.

Questa è l’ultima di una serie di problematiche che in questa vicenda hanno avuto il loro culmine.

Di conseguenza si è reso necessario intervenire nel giro di quattro mesi – per via dell’interdizione all’uso dei binari, delle uscite e di buona parte di piazzale Matteuzzi – ed è tornata l’agibilità, per il crollo nella zona che sovrasta il sottopasso del binario 1 è rimasto tutto come allora: ponteggi allestiti, zona interdetta ma nessun operaio al lavoro.

stazione civitavecchia ponteggi lavori

«Un disagio continuo – racconta Alessandro C., che si reca a Roma tutti i giorni per lavoro – perché il binario è strettissimo e quando c’è gente diventa un’impresa il solo provare a passare».

Poi ci sono le problematiche nascoste, quelle che agli occhi dei cittadini passano inosservate. Su tutte, la presenza degli “invisibili”, i senza fissa dimora che nello scalo ci sono ma non si vedono. Le associazioni di volontariato pagano le stanze a un affittacamere in zona e sono persone conosciute dalle forze dell’ordine che generalmente non danno noie, anche perché è presente la guardiania e una soluzione si trova, per quanto temporanea. Diverso per chi invece vagabonda o per i pazienti psichiatrici che spesso sono di passaggio. Il presidio della Polizia Ferroviaria in questo senso è determinante: rispetto per esempio alla stazione di Ladispoli, dove gli uffici delle forze dell’ordine mancano, si fa più fatica a tenere a bada i soggetti difficili.
In tutto questo non va dimenticata la presenza estiva – e piuttosto consistente – dei croceristi, con una presenza media fra le quattro e le sette navi al giorno. Di rassicurante c’è che lo scalo ferroviario è piccolo e una divisa su di un binario si nota subito. Inoltre la rete fitta di telecamere aiuta tantissimo la Polfer a tenere la situazione sotto controllo. Rispetto al numero di passeggeri che ogni anno la usano, la stazione di Civitavecchia è sottodimensionata, se non proprio inadeguata. Non solo come struttura ma anche sotto l’aspetto dei servizi annessi come il punto informazioni, i taxi, e in generale l’accessibilità. Tutte migliorie che spettano a Rfi in qualità di proprietaria dello scalo.
Ultima novità, una perdita idrica notevole che scende dal muro della trincea ferroviaria all’altezza dei giardini del Pincio.