Agente della Polizia penitenziaria si spara in auto • Terzo Binario News

Agente della Polizia penitenziaria si spara in auto

Lug 7, 2024 | Cronaca, Polizia, Roma

Il corpo ritrovato a Pietralata; De Fazio (Uilpa): “A ministro Nordio e al Governo Meloni chiediamo una presa di coscienza”; Santini (Sinappe): “Sei suicidi tra gli agenti della Polizia penitenziaria dall’inizio dell’anno”

Un passante lo ha trovato morto all’interno di un’auto. Il corpo senza vita è quello di un 35enne, agente della Polizia penitenziaria che si è suicidato, sparandosi. Il tutto è avvenuto alle 2,30 di stanotte, in zona Pietralata. Sul posto gli agenti del commissariato San Basilio e il personale della Scientifica, per i rilievi del caso. La vittima, originario di Reggio Calabria, da pochi mesi era impiegata alla centrale operativa nazionale di Roma.

Gennarino De Fazio, segretario generale originario della Uilpa, dice: “Il collega, che non era coniugato, prima di essere trasferito alla centrale operativa Nazionale di Roma, aveva prestato servizio presso la Casa circondariale di Locri e in Calabria aveva lavorato pure suo papà, anche lui poliziotto penitenziario, ora in quiescenza. Attorno al suo dolore e a quello di tutta la sua famiglia ci stringiamo costernati e affranti. Al Ministro Carlo Nordio e al Governo Meloni chiediamo una vera presa di coscienza, di tutte queste morti portano il peso della responsabilità politica e morale”.

Roberto Santini, che rappresenta il Sinappe, aggiunge: “Il tragico evento porta a sei il numero di suicidi tra gli appartenenti al corpo di Polizia penitenziaria dall’inizio dell’anno. Siamo di fronte a un
dramma umano che non può essere ignorato o minimizzato. Ogni suicidio è una sconfitta per tutti noi e un
segnale di allarme che deve essere ascoltato con urgenza. Chiediamo con
forza al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e al capo del
Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo, di aprire
immediatamente un confronto urgente sul dramma del suicidio nel corpo di
Polizia Penitenziaria. Non possiamo più tollerare che i nostri agenti,
coloro che sono chiamati a garantire la sicurezza e l’ordine all’interno
delle strutture penitenziarie, siano lasciati soli ad affrontare un
carico emotivo e psicologico insostenibile”. E nota: “Occorre mettere in atto politiche concrete di prevenzione, investire in supporto psicologico e creare un ambiente lavorativo che permetta agli agenti di esprimere il proprio disagio senza paura di ripercussioni. È essenziale istituire un osservatorio permanente sul benessere psicologico degli agenti, che monitori e proponga interventi tempestivi e mirati. I numeri sono drammatici e inaccettabili – termina – sei suicidi dall’inizio
dell’anno sono una statistica che grida vendetta. Non possiamo restare
indifferenti di fronte a questa emergenza. Il nostro appello è un grido
di aiuto per evitare che altre famiglie, altri colleghi, debbano vivere
il dolore che stiamo provando oggi”.

c.b.