Superata Civitavecchia nel numero di casi in assoluto (252 a 229), il comune cerite ora è secondo solo a Ladispoli che ne ha 361: serve maggiore incisività
Se Sparta piange, Atene non ride perché il Covid è un problema tanto a Ladispoli quanto a Cerveteri.
Dalle pagine di Terzobinario.it più e più volte si sono poste domande al sindaco ladispolano Alessandro Grando sul perché ci sia stata un’escalation di casi in un lasso di tempo tutto sommato breve, tanto da arrivare ad avere il numero più alto di tutta la Asl Roma 4 (l’8×1000 in percentuale).
Domande che si stavano e si stanno tuttora ponendo i cittadini che sono rimaste senza risposta se si esclude qualche comunicato di servizio e una manifestazione che – numeri alla mano – forse era da evitare.
Ma Cerveteri non è che stia meglio, anzi: qui la percentuale di contagi è del 6×1000 (Civitavecchia – con circa 10mila abitanti in più – è al 4×1000) e negli ultimi giorni l’accelerata è stata evidente.
Cosa sta succedendo? Al sindaco Alessio Pascucci ha ricominciato con video esplicativi dei Dpcm e ripete spesso gli inviti all’attenzione. Però 252 casi rimangono tanti, appurato che al drive-in della Casa della Salute vanno anche i cittadini ceriti.
Ma alcune domande, già poste per Ladispoli, sono le stesse per Cerveteri: si sono tenuti nuovi incontri con l’azienda sanitaria? Ci sono focolai specifici? Dovuti a determinate cause? E quali sono i sintemi di contenimento? Il Coc aperto definitivamente è un’ipotesi? La chiusura dei mercati una possibilità?
Dal 25 ottobre – con il punto del sindaco Pascucci – a oggi la situazione è mutata profondamente.
a.v.
