Polemica a Tarquinia tra il sindaco Mauro Mazzola e il Movimento 5 Stelle locale a causa del divieto del primo cittadino di far riprendere il consiglio comunale di martedì 26 marzo.
«Gli esponenti locali del Movimento 5 Stelle non vogliono capire – ha dichiarato Mazzola – a tutto c’è un limite: anche all’arroganza. Ribadisco che la democrazia non può essere a senso unico. Parlano di trasparenza, come se ne fossero gli unici depositari. Peccato che nessuno può muovere loro delle critiche o fare delle domande. Sono gli unici su questa terra a poter risolvere i problemi, gettando fango addosso agli altri e facendo “di tutta un’erba un fascio”. La classe politica è corrotti e va “eliminata”: per loro questa è la soluzione di ogni male. Si sbagliano: esistono tanti politici onesti e capaci che amministrano la cosa pubblica, dando risposte concrete ai cittadini, e noi ne facciamo parte.”
“La lotta deve essere invece contro tutte le persone disoneste – ha proseguito il sindaco di Tarquinia – contro gli sprechi reali e contro che ha stipendi da capogiro, ricopre due o più incarichi e chi ha pensioni d’oro. Questo è il vero problema, su cui occorre fare fronte comune. E ciò è quello che gli esponenti del Movimento 5 Stelle non capiscono. Inoltre faccio una considerazione: propongono tagli “a destra e a sinistra” nell’apparato della macchina burocratica, senta tenere in minima considerazione di quale futuro dare a migliaia di persone che saranno disoccupate. Dove intendono mettere tutti questi cittadini: sotto un tappeto come con la polvere? Questo è solo un esempio di quanto fino a oggi i rappresentanti del Movimento 5 Stelle non riescano a uscire dalla demagogia e a entrare nella realtà di tutti i giorni. Non sono infatti ancora capaci di proporre per ogni problema una soluzione. La demagogia può andare bene in campagna elettorale, ma poi si scontra con la quotidianità.”
“Una decisione confusa e goffa” – è la considerazione fatta dal consigliere Cesare Celletti del Movimento 5 Stelle, contro le parole del sindaco – ci hanno negato la possibilità di filmare il consiglio comunale, bocciando la nostra richiesta di autorizzazione. L’ennesima prova di come il sindaco e questa amministrazione sbeffeggino i cittadini ed il loro diritto di vivere la politica comunale: continuano a convocare il consiglio in orario di lavoro, di fatto impedendo alla gente di partecipare e ora ci negano anche la possibilità di filmarlo per metterlo a disposizione sul web. Vogliono nascondere scelte e affermazioni ai cittadini.”
“Confuse e goffe le motivazioni addotte dall’amministrazione per giustificare la presa di posizione – insiste il consigliere del Movimento 5 stelle – con il sindaco che collega la scelta al fatto che i portavoce parlamentari del M5S non hanno concesso domande ai giornalisti. Come se la gestione della cosa pubblica cittadina sia una vicenda personale e la conoscenza di quanto avviene in consiglio secondaria alle antipatie politiche di questi amministratori.”
“Probabilmente invece – conclude Celletti – la trasparenza negata dal sindaco serve a nascondere alla popolazione le infamanti affermazioni da lui esternate durante la seduta dell’ultimo consiglio comunale, secondo le quali il Movimento 5 stelle e, in particolare, la consigliera regionale Silvia Blasi, avrebbero estorto i voti agli elettori, promettendo una decurtazione dell’indennità di carica che il sindaco, farfugliando su somme, conteggi e “cappuccini”, ha tentato di sminuire aggiungendo altre pretestuose e scioccanti amenità. Il consigliere Gentili, nel corso della seduta, ha invece parlato di ‘’metodi fascisti del Movimento 5 Stelle” e di ‘’trasparenza di comodo’’. È certo che i metodi “fascisti” siano quelli del Movimento? Si è mai interrogato sulle censure e sulla propaganda del suo partito? Possibile che in lui, al di là della sua natura faziosa e arrogante, non viva nessun dubbio sui comportamenti di certi suoi colleghi di partito che sostiene senza incertezze?”.


