Il Comitato "Fermiamo il biodigestore" Civitavecchia scrive alle consigliere Mari e Tidei • Terzo Binario News

Il Comitato “Fermiamo il biodigestore” Civitavecchia scrive alle consigliere Mari e Tidei

Mar 9, 2026 | Civitavecchia, Politica

“Gentile Consigliera Mari, gentile Consigliera Tidei

l’assemblea dei cittadini riunita il 5 febbraio u.s. in un’Aula Pucci  strapiena per esprimere una posizione chiara e condivisa contro la realizzazione del biodigestore da 120.000 ton/a di Forsu con produzione di biogas e  anidride carbonica liquida,  proposto da Ambyenta Lazio in località Monna Felicita a Civitavecchia, ha votato all’unanimità un ordine del giorno, già  inviatovi da giorni via mail e PEC,  con cui si chiede che tutti i rappresentanti istituzionali del territorio (Sindaco, Consiglieri comunali, metropolitani e regionali), si impegnino formalmente per richiedere alla Regione Lazio il  ritiro, ai sensi dell’ Art. 21-quinquies L. 241/1990, della determinazione della Regione Lazio n.G16384 del 25.11.2022 autorizzativa dell’impianto.

Una richiesta che nasce da preoccupazioni fondate e documentate in merito ai gravi impatti che un impianto di tale tipologia e di tali dimensioni potrebbe avere sul territorio e sulla salute pubblica.

Un biodigestore, che vale ricordare essere catalogato come industria insalubre di   prima classe,  di questa portata, comporterebbe, infatti, il rischio di emissioni odorigene moleste e persistenti, con grave nocumento della qualità della vita degli abitanti,  di dispersione di sostanze inquinanti e di ormai acclarate criticità nella gestione del digestato e delle acque reflue.

Eventuali malfunzionamenti o carenze nei controlli potrebbero tradursi in contaminazioni del suolo e delle falde acquifere, quando non in veri e propri scoppi e incendi,  con pesanti ricadute dirette sull’agricoltura locale, sulla qualità delle produzioni e sull’intero ecosistema.

La stessa area industriale, entro la quale ricadono i lotti oggetto dell’intervento, diverrebbe impraticabile per le attività ivi operanti, alcune delle quali confinanti o comunque distanti pochi metri dall’impianto di trattamento, con gravi ricadute economiche e occupazionali sulle stesse e sul tessuto economico della zona.

Inoltre verrebbe a determinarsi un estremamente importante aumento del traffico pesante, con centinaia di camion in ingresso e in uscita ogni settimana, che andrebbe ad incrementare  il già grave inquinamento atmosferico e acustico di un’area già fortemente compromessa sotto il profilo ambientale.

 Civitavecchia, infatti, come noto, subisce da decenni il peso di centrali energetiche, infrastrutture industriali e traffico portuale: aggiungere un ulteriore impianto a forte impatto significherebbe aggravare una pressione ambientale che il territorio fatica già a sostenere.

In altre parole il territorio di Civitavecchia e delle aree limitrofe possiede una vocazione ambientale, agricola e turistica che verrebbe ulteriormente compromessa da un insediamento industriale di tale scala.

Inutile dire che le ricadute sulla salute dei cittadini rappresentano l’aspetto più preoccupante. Numerosi studi epidemiologici evidenziano come l’esposizione prolungata a emissioni inquinanti e a cattivi odori industriali possa contribuire ad aumentare l’incidenza di patologie respiratorie, cardiovascolari e disturbi correlati allo stress ambientale. In un contesto già segnato da criticità sanitarie, è assoluto  dovere delle istituzioni applicare il principio di precauzione e prevenire ogni ulteriore fonte di rischio. Ed è su tali basi che nell’ambito del procedimento la ASL RM4  abbia dato parere negativo al progetto.

Per le ragioni di cui sopra, i cittadini e le cittadine riunite in assemblea,  hanno deciso di capovolgere il tradizionale concetto di delega. Troppo spesso, in passato, le istituzioni hanno assunto decisioni in contrasto con la volontà delle comunità locali.

Oggi, invece, i cittadini hanno inteso esercitare in modo diretto e responsabile il proprio diritto di indirizzo, stabilendo con chiarezza quale debba essere l’azione delle rappresentanti e dei rappresentanti eletti sul territorio.

Ci aspettiamo quindi che voi, sulla base della vostra sensibilità, ma soprattutto in ottemperanza al vostro ruolo di Consigliere Regionali espressione di questo territorio, vogliate dare seguito a questo Ordine del Giorno, assumendo iniziative concrete per il ritiro della determina della Regione Lazio n.G16384 del 25.11.2022 autorizzativa del biodigestore. La tutela del territorio e della salute pubblica deve prevalere su qualsiasi altra considerazione.

Una richiesta, la nostra, che nasce dalla volontà di proteggere il diritto delle generazioni presenti e future a vivere in un ambiente sano, sicuro e sostenibile.

Confidiamo che vogliate ascoltare la voce della comunità e tradurre questo mandato civico in atti amministrativi coerenti e responsabili e magari vogliate venirci ad illustrare quanto fatto e i futuri intendimenti in merito nell’assemblea pubblica che si svolgerà  il prossimo 5 marzo all’aula Pucci, o al più tardi nel consiglio comunale aperto sulla materia che si terrà a Civitavecchia il prossimo 19 marzo alle 15,30″.

Il Comitato “Fermiamo il biodigestore” – Civitavecchia