Il bilancio è l’ atto più politico di una amministrazione perché traduce in numeri ciò che si dichiara a parole: le priorità, la visione, l’idea di futuro di una comunità.
Il bilancio preventivo 2026–2028 presentato in Consiglio Comunale racconta che Tolfa non ha un progetto di futuro dentro questi numeri.
È un bilancio di ordinaria amministrazione, privo di ambizione e di programmazione, che sceglie di sopravvivere invece di governare un cambiamento.
Non c’è traccia di politiche che mirino a contrastare lo spopolamento, ci si limita a gongolare sul fatto che alcuni si trasferiscono per i costi di vita più bassi. Trasferimenti certo non frutto di politiche di questa amministrazione, piuttosto di un mercato che ci rende un dormitorio.
La scelta più vistosa è l’aumento dell’addizionale comunale IRPEF, che non è di un punto come viene raccontato, ma di due punti complessivi: un punto è stato già aumentato lo scorso anno e oggi se ne aggiunge un altro, portando l’aliquota a 0,7, per un incremento annuo di circa 70000 euro.
Si tratta di un’imposta non obbligatoria che colpisce direttamente lavoratori e pensionati, in un momento storico già segnato da inflazione e difficoltà economiche.
La giustificazione addotta è il venir meno del contributo ENEL. Ma questa situazione era nota da tempo e la mancata programmazione non può essere oggi pagata dai cittadini
Teniamo a ricordare che i famosi soldi di Enel erano in realtà degli indennizzi alla popolazione a seguito dell’inquinamento ambientale e dei danni alla salute subiti, soldi che per anni hanno drogato appunto il bilancio comunale.
Questi soldi non andavano infatti messi per le spese correnti.
L’Amministrazione rivendica di aver mantenuto invariati i costi dei servizi a domanda individuale– mensa scolastica, trasporto con pulmini e altri servizi fondamentali.
È un fatto che accogliamo positivamente perché questi servizi sono essenziali per la crescita, l’equità sociale e il sostegno alle famiglie.
Ma non si può nascondere un aumento dietro un non aumento:
i servizi restano invariati perché il costo viene spostato sull’IRPEF, colpendo indistintamente tutta la cittadinanza.
Tutto questo mentre esiste un avanzo di amministrazione più che sufficiente a garantire servizi e investimenti senza gravare ulteriormente su lavoratori e pensionati.
Questo bilancio certifica anche tagli alle Politiche sociali ridotte di circa il 18% con meno sostegno alle persone fragili.
Non si evince Nessuna strategia per lavoro, giovani e sviluppo.
Piccoli segnali positivi, ma insufficienti:
Riconosciamo positivamente lo stanziamento di qualche risorsa in più per la manutenzione della Villa Comunale:
un piccolo passo per contrastare l’abbandono e il quasi degrado di uno dei pochi – se non l’unico – spazi realmente vissuti da famiglie e cittadini, in estate come in inverno.
Così come prendiamo atto dell’inserimento a bilancio dei 1.000 euro proposti dalla consigliera Carminelli, tramite mozione, per un bando contro la violenza sulle donne.
Una cifra simbolica ma importante, che auspichiamo possa essere aumentata, perché il contrasto alla violenza di genere non può fermarsi alle dichiarazioni.
Mancano a bilancio i fondi richiesti tramite una mozione dalla Consigliera Carminelli per disporre un fondo per sostenere le famiglie con minori che frequentano attività sportive.
Una mozione presentata un anno fa e mai discussa per disinteresse, incompetenza e inconcludenza di parte della maggioranza.
In sintesi riteniamo che Questo non è un bilancio che costruisce il futuro, ma che mira ad accantonare a vivacchiare senza progettazione reale.
Da chi governa da quasi 30 anni ci si aspettava qualcosa in più.
Pd Tolfa
