Tpl, Cerveteri preoccupata per l’avvio della nuova gestione regionale • Terzo Binario News

Tpl, Cerveteri preoccupata per l’avvio della nuova gestione regionale

Gen 10, 2026 | Cerveteri, Politica, Regione Lazio, Tpl

Il nuovo anno 2026 si è aperto con l’avvio della nuova gestione del trasporto pubblico locale nel Lazio, una riforma che rivoluziona profondamente il sistema così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Il TPL non sarà più gestito dai Comuni, ma passerà sotto una regia interamente regionale, affidata ad Astral.

Il progetto prevede la suddivisione del territorio in 11 Unità di Rete (UDR), bacini territoriali omogenei all’interno dei quali, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe risultare più semplice muoversi.

Alla base della riforma vi era inoltre un principio condivisibile: la creazione di un biglietto unico in grado di integrare trasporto pubblico locale, treni regionali e metropolitane di Roma, rendendo la mobilità più agevole ed efficiente per i cittadini. Un progetto che, sulla carta, nasceva quindi con un vantaggio significativo per chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici.

Il problema, però, è nella sua attuazione. Quasi tre anni fa ai Comuni furono inviate le prime proposte delle nuove linee. In quella fase abbiamo puntualmente trasmesso le nostre osservazioni, evidenziando criticità molto serie: la perdita di collegamenti fondamentali per il nostro territorio, come quelli verso frazioni importanti quali Valcanneto e Sasso, l’impossibilità di raggiungere la Necropoli, il mancato collegamento con l’ospedale Bambin Gesù, oltre a servizi essenziali per scuole, lavoro e accesso ai servizi. Collegamenti fondamentali per la vita quotidiana della nostra comunità.
Il progetto prevedeva l’attivazione di tavoli di confronto con le amministrazioni locali, per coordinare il passaggio, affrontare le criticità e costruire insieme le nuove linee. Questo confronto, però, non è mai stato realmente avviato.
Le nuove linee già attivate nei primi due bacini, Valle del Sacco e Valle dell’Aniene, hanno purtroppo confermato quanto avevamo immaginato e segnalato da tempo. Quanto sta accadendo in questi territori dimostra che le preoccupazioni espresse dai Comuni erano fondate: utenti che, da un giorno all’altro, si sono ritrovati senza i collegamenti utilizzati quotidianamente per andare a scuola o al lavoro, con disagi enormi che colpiscono soprattutto le fasce più fragili della popolazione, come anziani, studenti e lavoratori pendolari.
In questi anni ho più volte sollecitato la Regione Lazio, recandomi personalmente in Regione per confrontarmi con l’Assessore competente e scrivendo anche al Presidente Rocca. Tuttavia, il problema non è mai stato affrontato in modo complessivo e strutturato.
Nei prossimi mesi prenderà avvio anche il Bacino 1 – Tirreno Nord, nel quale è ricompreso il nostro territorio. La preoccupazione è fortissima: l’eliminazione di collegamenti fondamentali, in particolare quelli legati alle scuole, rischia di mettere in enorme difficoltà centinaia di famiglie, soprattutto se il cambiamento avverrà in corso d’anno scolastico.
Per questo chiedo con forza alla Regione Lazio e ai miei colleghi sindaci del territorio un incontro urgente e una riflessione seria e condivisa su come gestire questo passaggio. La riforma del trasporto pubblico locale può certamente portare vantaggi, ma solo se accompagnata da ascolto, gradualità e attenzione ai territori. In caso contrario, rischia di trasformarsi in un grave danno per le comunità locali e di compromettere il diritto alla mobilità.