Tondinelli spara a zero su Sala e Bracciano Ambiente. "Dobbiamo ricondurre la città alla legalità" • Terzo Binario News

Tondinelli spara a zero su Sala e Bracciano Ambiente. “Dobbiamo ricondurre la città alla legalità”

Feb 18, 2014 | Bracciano, Politica

La sala Conferenze dell'Archivio storico di Bracciano gremita

La sala Conferenze dell’Archivio storico di Bracciano gremita

Attacco a testa bassa quello del consigliere comunale di Bracciano Armando Tondinelli, che ieri all’archivio storico di Bracciano ha organizzato un incontro informativo aperto alla stampa ed alla cittadinanza nel quale si è messo sulla graticola il sindaco Sala, altri amministratori ed alcuni funzionari del comune di Bracciano.

L’incontro è iniziato alle ore 17 in una sala gremita di persone. Almeno un centinaio le persone sedute e tante altre in piedi ai lati ed anche fuori, venute ad ascoltare un incontro che si preannunciava molto caldo e che non ha tradito le attese.

LA POSIZIONE DI TONDINELLI – L’incontro è stato aperto da Tondinelli che non ha risparmiato parole forti. “Quello che sta succedendo a Bracciano è certamente paragonabile tanto alla calata degli Unni sulla capitale d’Italia quanto allo storico sacco di Roma”. Nel mirino di Tondinelli principalmente tre fatti: l’accanimento nei suoi confronti fino al tentativo di escluderlo dal consiglio comunale, la lottizzazione in zona La Lobbra e la vicenda Cupinoro.

Da destra a sinistra. Il consigliere Tondinelli, Arturo Cimaglia ed il suo legale

Da destra a sinistra. Il consigliere Tondinelli, Arturo Cimaglia e il suo legale

Sulla prima Tondinelli, assistito nell’incontro dal suo legale, mette nero su bianco quanto messo in campo dal sindaco Sala affinché venisse allontanato dall’attuale consiglio comunale. “Sono stato oggetto di una causa di decadenza strumentale e illegittima giudicata addirittura illecita dal TAR e dalla Procura della Repubblica, proprio perché finalizzata ad eliminare un avversario scomodo che aveva denunciato all’opinione pubblica gli abusi che la Procura della Repubblica aveva accertato”. A conclusione del suo intervento Tondinelli esorta i cittadini a far valere le proprie ragioni nonostante l’atteggiamento spesso aggressivo dell’amministrazione che minaccia con disinvoltura cause legali. Tondinelli durante il suo intervento ha inoltre acceso i riflettori sul fatto che l’Amministratore Unico di Bracciano Ambiente Avv. Marcello Marchesi è per molti dei procedimenti descritti difensore del Sindaco Sala. Un fatto secondo Tondinelli discutibile che condiziona i rapporti tra comune e “partecipata”.

L’ultimo appello è poi rivolto alla Procura della Repubblica affinché la sua azione sia sempre più incisiva e tempestiva, a tutela dei legittimi interessi dei cittadini.

LOTTIZZAZIONE LA LOBBRA – Sulla vicenda legata alla lottizzazione La Lobbra è intervenuto il Dott. Arturo Cimaglia, che si ritiene vittima di “veri e propri soprusi da parte dell’Amministrazione dal 1996 ad oggi”. Secondo Cimaglia nonostante il TAR gli abbia dato ragione nel 2002, ancora oggi fatica a far valere i propri diritti, al punto da dichiarare di aver perso la fiducia nella giustizia.

Cimaglia punta i riflettori nella sua relazione su cinque lottizzazioni. Zone edificate che facevano leva su opere di urbanizzazione da realizzarsi su una strada pubblica che invece è ancora privata. Opere di urbanizzazione realizzate poi parzialmente. Di quelle mancanti però esistono in alcuni casi attestazioni mendaci sulla loro realizzazione ed addirittura del loro collaudo. Nei procedimenti sono stati coinvolti anche funzionari del comune con l’accusa di aver dichiarato il falso: alcuni sono stati prosciolti dopo che non era stato accertato alcun dolo. Sono tante le inchieste ancora attive su questa lottizzazione anche se il corso delle indagini procede lentamente. Per Cimaglia, assistito in aula dal suo legale, manca un coordinamento tra le varie inchieste che a volte rischiano di essere l’una in contrapposizione all’altra.

LE ANOMALIE DEL REGISTRO PROTOCOLLO – Fatto molto grave emerso durante l’incontro riguarda il registro protocollo del comune. Su questo aspetto Cimaglia ha dichiarato che “Oggi è provato che il registro di protocollo informatico del Comune di Bracciano non può essere considerato di fede pubblica e non risponde alle prerogative di legge”. Secondo il legale di Cimaglia ci sarebbero addirittura atti differenti con il medesimo numero di protocollo e data. Proprio sul protocollo la Procura della Repubblica ha di recente fatto sopralluogo al comune per sequestrare documenti. Sulla visita della Procura il Sindaco Sala aveva minimizzato. Dopo i fatti esposti ieri è possibile immaginare il motivo del sopralluogo. Ci sono indagini aperte sulle quali la Procura sta ancora indagando nel tentativo di verificare l’eventuale presenza di documenti protocollati con date antecedenti alla loro emissione.

All’incontro ha preso parte anche Antonio Turri, segretario dell’Associazione “ I Cittadini contro la corruzione e le mafie”. Nel suo intervento ha specificato che nelle inchieste va distinto l’errore per incapacità dalla volontà di commettere illeciti al fine di produrre un guadagno economico. Frase sibillina che però mette in luce come spesso dietro presunta incapacità si nasconde la volontà di commettere illeciti a causa di pressioni subite o di soldi che vengono fatti girare sotto forma di mazzette. Un discorso più ampio quello di Turri che non si sofferma soltanto su Bracciano.

LA VICENDA CUPINORO – L’ultima parte dell’intervento è stato dedicato a Cupinoro e alla situazione della Bracciano Ambiente. Ospite d’eccezione per questa parte dell’incontro è stata la Vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli che sta seguendo molto da vicino la vicenda portando il caso all’attenzione di Bruxelles.

L'On. Roberta Angelilli durante il suo intervento

L’On. Roberta Angelilli durante il suo intervento

Nel suo intervento non sono mancate accuse alla gestione scellerata del sito definendolo “tutt’altro che isola felice descritta dai gestori”. La Angelilli ha compiuto nei giorni scorsi un sopralluogo nel quale ha constatato che ad occhio nudo è possibile vedere che là dentro qualcosa non va. “Montagne di “tal quale” come non esistono nemmeno all’interno dell’impianto di Malagrotta”. L’onorevole Angelilli non si è lasciata mancare anche una battuta sul caso Cerroni. “Quando la mia collaboratrice mi ha detto che l’Avv. Cerroni era stato arrestato non volevo crederci. Da quando ho 21 anni porto avanti battaglie contro Malagrotta e il fatto che Cerroni sia stato fermato solo dopo aver quasi compiuto 90 anni è una beffa”. Sul tema rifiuti la Angelilli ricorda che è in corso una procedura di infrazione da parte della Comunità Europea e che l’Italia sotto questo aspetto è osservato speciale.

CUPINORO POST MORTEM – Sul tema Cupinoro il consigliere Tondinelli ha dichiarato che il fondo “post mortem”, necessario per la bonifica della discarica dopo la sua chiusura, è oggi inferiore ai 2 milioni di euro. Se le cose stanno così i conti non tornano. Nei giorni scorsi il Sindaco di Ladispoli Paliotta aveva dichiarato in una nostra intervista che solo il suo comune negli ultimi 10 anni ha versato nel fondo oltre 4 milioni di euro. Secondo le stime di Tondinelli il fondo oggi dovrebbe superare 10 milioni di euro, cifra plausibile considerando che oltre ai 4 milioni di Ladispoli dovrebbero esserci circa altrettanti versati da Cerveteri, comune di dimensioni analoghe più soldi dei restanti 25 comuni.

BRACCIANO AMBIENTE – Non sono mancati interventi a difesa dei lavoratori della Bracciano Ambiente. Qualcuno di questi è stato già licenziato ed altri rischiano il loro posto dopo la serrata di Cupinoro.

Tiene banco intanto l’inchiesta annunciata dalla Guardia di Finanza che imputa un danno erariale per i ritardi dei pagamenti ai comuni conferitori per circa 4,7 milioni di euro, ma di questi interessi vantati dalla Bracciano Ambiente i comuni disconoscono la legittimità.

Una vera e propria bomba ad orologeria si nasconderebbe quindi nei bilanci della Bracciano Ambiente, da un lato perché si potrebbe trovare a gestire, in caso di mancato ampliamento di Cupinoro, la fase post mortem con fondi insufficienti e dall’altro perché milioni di euro vantati dalla società come crediti nei confronti dei comuni potrebbero rivelarsi carta straccia.