Il 73esimo Festival di Sanremo raccontato dalla violinista di Civitavecchia Maria Letizia Beneduce • Terzo Binario News

Il 73esimo Festival di Sanremo raccontato dalla violinista di Civitavecchia Maria Letizia Beneduce

Feb 14, 2023 | Civitavecchia, Musica, Spettacolo

“Amadeus si è confermato un abile direttore artistico che ha coniugato giovani proposte e vecchie glorie”

di Cristiana Vallarino

Il Festival numero 73 vissuto a tutto tondo, in prima fila col suo violino, dietro al leggìo: Maria Letizia Beneduce, come fa da sempre l’intera Orchestra Sinfonica di Sanremo, ha avuto l’opportunità e il privilegio di una full immersion dell’evento: prove e dirette, accompagnando o soltanto osservando e ascoltando i cantanti in gara, gli ospiti e gli scambi di battute tra i presentatori.

La violinista ora è tornata a casa, a Civitavecchia, certamente un po’ stanca, ma di sicuro estremamente felice. “Intanto grazie alll’Orchestra Sinfonica di Sanremo che mi continua a chiamare – dice la musicista, otto partecipazioni al Festival -. Quest’anno col ruolo di concertino, accanto al primo violino maestro Franco Invidia che mi ha voluta”.

La violinista con Marco Mengoni

“Poi però un enorme ringraziamento se lo merita Amadeus – continua – che ha confezionato un Festival “variegato”. E per il quarto anno consecutivo si è confermato un eccellente conduttore e soprattutto un perfetto direttore artistico, sia per la sua capacità di riconoscere i talenti che per la sua umanità, mostrata sia verso le nuove leve ma pure per le vecchie glorie della canzone italiana. Premiando un visibilmente affaticato Peppino Di Capri, e poi coinvolgendo Gino Paoli e la mitica Ornella Vanoni, capace di cantare alla grande nonostante notevoli problemi fisici”.

“Amadeus, come confermano i numeri – aggiunge la Beneduce – ha saputo unire proposte nuovissime ed originali, trasgressive a volti e testi più tradizionali. Ha portato sul palco ragazzi come Sethu. Che è arrivato ultimo come l’anno scorso toccò a Tananai, stavolta piazzatosi quinto. E’ riuscito quindi ad ampliare la platea di spettatori giovani e giovanissimi. Grazie a molti nomi che, ammetto, mi hanno fatto conoscere i miei figli! Ma è stato geniale anche mettere insieme tre mostri sacri come Morandi, Ranieri e Albano. Senza dimenticare l’importanza degli ospiti, per tutti i Depeche Mode. Il tutto con validi collaboratori e una maccchina organizzativa estremamente efficace che si apprezza maggiormente dal punto di vista dell’Orchestra, sempre presente in tutte le varie fasi della lunga kermesse. A differenza dei singoli cantanti che si limitano prova ed esibizione”.

“La sua storia professionale ha dato ad Amadeus una profonda conoscenza del mondo musicale, come aveva pure Pippo Baudo con cui ho avuto modo di lavorare” dice la violinista.

Prima della finale, Maria Letizia Beneduce aveva confessato di avere una canzone “del cuore”, quella che le sarebbe piaciuto vincesse. “Adesso posso dirlo: Madame con “Il bene nel male” era la mia favorita. La trovo una artista eccezionale, appena ventenne scrive e compone e si comporta da persona molto matura. Tra l’altro mi ha anche chiesto una lezione di violino!”.

beneduce con madame
Beneduce insegna violino a Madame

Però per la Beneduce la vittoria di Mengoni è strameritata. “E’ stato un cavallo partito bene che si è subito distaccato dagli altri: lui è davvero bravo, ed è anche una bella persona”.

Archiviato Sanremo – per ora… magari ci sarà una nona presenza – Maria Letizia Beneduce si dedicherà a tutte le sue passioni: musica certo, ma anche il teatro, per cui scrive testi. Ha pure creato un trio le Capinere, insieme a Fabiola Battaglini e Sara Cresta, con cui porta in giro lo spettacolo “Variegato” in tutta Italia.