E stasera si ripete: al Polo Culturale incontro coi tre finalisti dell’ottavo premio “Glauco Felici”
di Cristiana Vallarino
Dieci anni di “Tolfa Gialli&Noir”: per festeggiare un bel regalo, sia per l’organizzazione che per l’affezionato pubblico, ci voleva proprio.
Ed ecco allora che sabato, nel Chiostro del Polo Culturale, ospite della prima serata del Festival versione estiva, c’era Alessandro Robecchi, giornalista, autore per radio e tv, editorialista e scrittore di rango.
Robecchi ha dedicato diversi romanzi al genere giallo, puntando su un originale protagonista, Carlo Monterossi.
Che, un po’, lo ricorda: essendo un affermato e ben retribuito autore per la tv, pur odiandola profondamente. E, incalzato con la consueta curiosità da Gino Saladini, Robecchi ha raccontato, senza fare spoiler, il suo ultimo libro “Una piccola questione di cuore”, Sellerio.
Ad aprire la serata, il divertente “corto” diretto da Angelo Paoletti, “Chi legge non sbaglia un colpo”, di cui sono stati originali protagonisti Maluè Felici e Giordano Iacomelli. A nome dell’associazione Chirone che da un decennio organizza il Festival ideato dal traduttore e ispanista Glauco Felici (purtroppo scomparso prima di vederlo crescere) Iacomelli ha fatto i saluti e i ringraziamenti ufficiali, al Comune e soprattutto alla Fondazione Cariciv, principale sponsor dell’evento, la cui presidente Gabriella Sarracco è sempre presente.
La chiacchierata tra Saladini e Robecchi è stata davvero appassionante, grazie alla ormai assodata abilità del presentatore, ma soprattutto alla verve e alla simpatia dello scrittore. Il quale ha spiegato la sua scelta di dedicarsi, dopo anni di articoli “assegnati”, a una narrazione ad ampio respiro, lunga, di cui essere il proprio capo redattore. E poi di aver voluto, nel suo ultimo romanzo, stemperare la trama gialla con l’amore “questa cosa che prima o poi nella vita capita a tutti, in mille modi diversi”.
Poi Robecchi, pungolato da Saladini, ha diffusamente parlato della sua città, Milano, dove vive e dove ambienta le avventure di Monterossi, della sua agenzia investigativa Servizi Integrati, dei suoi amici poliziotti e di tutta quella galleria di personaggi di volta in volta tratteggiati abilmente. E quindi ecco venir fuori una città diversa da quella degli stereotipi ereditati dalla “Milano da bere” o quella dove per essere alla moda si mangia “sushi”. Una Milano fatta di tante realtà, dove – come a San Siro – convivono ville di ricchi calciatori e case popalari del secolo scorso abitate da poveri davvero poveri.

Grazie pure alle domande di Saladini, Iacomelli e di alcuni dei giudici del premio Felici, ovvero la presidente Maluè e gli scrittori Franco Limardi, Caterina Battilochio e poi dell’addetta stampa Fiorenza Gherardi De Candei, Robecchi si è “svelato” ancora: ecco quindi raccontare la sua passione per Bob Dylan, “regalata” pure al suo protagonista oppure l’amore per gli scrittori hard boiled come Raymond Chandler e Dashiell Hammett. Gli è stato anche chiesto quale libri consigliare e lui ha citato “Solaris” di Lem o “Berlin Alexanderplatz” di Doblin: titoli probabilmente sconosciuti a molti del pubblico, ma come suggerito da Saladini avvicinabili passando prima dai film che ne sono stati tratti.
Insomma, anche stavolta la confezione di “Tolfa Gialli&Noir” non ha deluso, tutt’altro. A cominciare dagli elementi scenografici che oltre al palco erano stati sistemati in giro per il Chiostro e perfino davanti l’ingresso, dove era parcheggiata una Fiat 128 sport, decisamente vintage. Alla fine, per siglare la splendida serata un brindisi per tutti gli spettatori a festeggiare il decennale.
E stasera si ripete, sempre alle 21,30, ingresso libero. Il chiostro e Saladini accolgono la terna finalista dell’ottavo “Premio Glauco Felici”, riservato a scrittori under 45: ovvero Lorenza Ghinelli, con “Bunny Boy” (Marsilio), François Morlupi e il suo “Nel nero degli abissi, Un’indagine per i cinque di Monteverde” (Salani) e Stefano Piedimonte, autore di “I magnifici idioti” (Rizzoli).
