Ucraini a Civitavecchia: cosa fanno e come stanno • Terzo Binario News

Ucraini a Civitavecchia: cosa fanno e come stanno

Apr 1, 2022 | Civitavecchia, Sociale

Ad oggi sono 86 le mamme e i bimbi ucraini che hanno trovato riparo dalla guerra a Civitavecchia ai quali entro qualche settimana se ne aggiungeranno un’altra cinquantina. Ma come stanno vivendo la loro fuga dai missili russi nella cittadina portuale?

Attualmente sono ospiti del Mercure Civitavecchia Sunbay Park Hotel ma non rimarranno lì per molto. Gli accordi con le istituzioni prevedono un soggiorno temporaneo e dopo chissà dove andranno. Neanche i prossimi cinquanta hanno una destinazione precisa: unica certezza, le associazioni del Terzo Settore che hanno garantito gli alloggi, tanto che la comunicazione ufficiale dell’accoglienza è stata girata alla Prefettura di Roma.

Questo il quadro attuale, fatto di incertezza, protocolli lacunosi e lontano – per cause di forza maggiore, va specificato – dall’integrazione. In altre zone d’Italia chi scappa dalla distruzione dell’Ucraina sta pensando di mettere radici in Italia cercando lavoro, tramite conoscenti, e mandando i piccoli a scuola così da legarli al territorio. A Civitavecchia si è lontani da questo modello. «I bambini nelle scuole civitavecchiesi non possono andare – spiega il coordinatore dell’Unità di Crisi di Protezione Civile, Valentino Arillo – perché nessuno di loro parla italiano e rischierebbero di ritrovarsi totalmente isolati. Quindi, usando l’internet wi-fi messo a disposizione dall’albergo, possono seguire le lezioni a distanza che ancora si tengono in Ucraina». Questo è solo un aspetto del problema. L’altro è la disorganizzazione e una solidarietà di comodo che diventa dannosa anziché utile: «In tanti pensano che svuotare l’armadio di indumenti dismessi aiuti le persone in difficoltà e non è affatto così. Semmai è meglio donare una scatola di spazzolini da denti». I problemi sono tanti e riguardano la vita intera dei profughi: «Intanto siamo riusciti a trovare degli interpreti volontari e questo rappresenta un passo avanti notevole. Far praticare lo sport ai piccoli è un aiuto enorme. Poi per le mamme per esempio, seguendo il modello adottato durante il terremoto di Amatrice, la Prociv si è mossa per cercare dei parrucchieri. Diversi professionisti si sono resi disponibili il lunedì».

Se gli 86 del Sunbay sono tracciati e posso muoversi liberante per Civitavecchia, rimane l’incognita su un’altra quindicina di ucraini che sono arrivati in città ma fuori dal circuito umanitario. Si sono appoggiati da parenti e amici che vivono a Civitavecchia ma è importante che si abbia contezza di loro: «Tengo a specificare che non si tratta di alcuna caccia al clandestino, che clandestino poi non è. Al contrario è necessario tracciare queste persone così da offrire loro i servizi temporanei che sono stati disposti come il passaporto, a seguito di file lunghissime in via Patini 19 presso l’Ufficio Immigrazione della Questura, e la tessera sanitaria provvisoria. Questa invece va richiesta al presidio della Asl Roma 4 in via Etruria a Civitavecchia ma per ogni domanda e necessità invito a chiamare la Prociv allo 0766.19422» la conclusione di Valentino Arillo.

Infine, sopralluogo al Sunbay dell’assessore a servizi sociali e Terzo settore Cinzia Napoli. «Ribadisco – ha dichiarato l’Assessore – che la situazione è costantemente monitorata e che non si registrano criticità di alcun genere».