Uniti Possiamo Ladispoli: "Per abbattere Grando conosciamo solo il sistema democratico ossia le elezioni" • Terzo Binario News

Uniti Possiamo Ladispoli: “Per abbattere Grando conosciamo solo il sistema democratico ossia le elezioni”

Nov 19, 2020 | Ladispoli, Politica

Il sindaco di Ladispoli afferma in un comunicato stampa di sentirsi accerchiato, anzi di “essere il nemico da abbattere con ogni mezzo”, a causa dei continui attacchi che lui e la sua amministrazione ricevono quotidianamente da più parti sui social e sulla stampa.

Ora ci manca solo che qualche noto personaggio gridi al complotto, visto che di prendere in considerazione eventuali errori o mancanze, al sindaco non passa nemmeno l’idea. Proviamo però a ragionare nel merito di ciò che sta accadendo a Ladispoli. Martedì 17 novembre c’è stato il Consiglio Comunale.

In presenza. E per la seconda volta l’opposizione non era presente in aula. Aveva chiesto, per ovvi motivi di sicurezza, di poter svolgere il consiglio per via telematica. Vista la situazione sembra una richiesta sensata. Ma la maggioranza, virilmente e coraggiosamente ha detto no. D’altronde, annoverando tra le proprie fila uno dei più famosi negazionisti d’Italia, ci si poteva aspettare atteggiamento diverso? E poi, magari, a qualcuno, un’assise priva di opposizione può aver suscitato “orgogliosi” ricordi di un ben più storico Aventino politico… I

In ogni caso il Covid, la pandemia e tutte le problematiche che ne conseguono, non solo per la salute dei ladispolani, ma anche per la disperata situazione dell’economia cittadina, sono stati i grandi assenti. Evidentemente alla maggioranza piace dare la benedizione alle manifestazioni (a detta di molti, ideate da un consigliere della stessa maggioranza) per protestare contro le chiusure serali, ma al di là della sfilata politica propagandistica, poi…Di cosa si è parlato allora?

La consigliera Di Lazzaro prova a chiedere lumi sulla notizia che un consigliere di maggioranza si sia candidato per un concorso per agente di polizia locale. A Ladispoli!!! Dal punto di vista legale non ci sono problemi, ma da quello etico/politico (ammesso che si abbia un’etica-politica)? La Di Lazzaro si dissocia, provocando le ire della Presidente del Consiglio Comunale Caredda che la zittisce e la consigliera abbandona l’aula. Seduta sospesa per mancanza del numero legale. Si riprende. Si parlerà della grave situazione della nostra città a seguito della pandemia? Ma de che??? Inizia un lungo sproloquio del consigliere “No Mask” sulla nuova legge contro le discriminazioni nei confronti degli omosessuali.

E via coi soliti attacchi a Conte, a Mattarella ed alla nuova legge. In fondo, almeno lui, è coerente: se non esiste il Covid, figuriamoci se in Italia esistono discriminazioni sessiste contro gay e lesbiche! Segue una mozione di solidarietà coi pescatori italiani sequestrati dai libici e per fortuna il consigliere Moretti chiede ed ottiene di aggiornare la seduta. Così, mentre Ladispoli detiene il triste primato di contagi dell’intero territorio, superiore anche a Civitavecchia (che ha quasi 15000 abitanti di più), il sindaco non trova di meglio che scrivere lettere al dirigente dell’ufficio scolastico regionale e financo alla ministra per chiedere, nei fatti, l’allontanamento del dirigente del primo distretto scolastico, Agresti, reo di aver protestato perché il sindaco ha chiuso la sede storica della mensa scolastica e costretto gli alunni a della scuola Corrado Melone a mangiare sui banchi delle proprie classi, mentre i genitori, con le rette della mensa, contribuiscono tuttora a pagare la struttura. Superfluo dire che nessuna sanzione è stata presa nei confronti del preside, non essendoci alcun estremo per farlo. A questo punto il sindaco si sarà sentito ulteriormente smentito ed accerchiato, così come è stato smentito dai fatti il noto consigliere negazionista che metteva in dubbio i titoli di un suo collega dell’opposizione. In ogni caso, stia tranquillo il sindaco Grando. Noi per “abbatterlo” conosciamo e pratichiamo un solo mezzo: le stesse democratiche elezioni che in un momento di (comprensibile) sbandamento dei ladispolani hanno permesso che lui si insediasse a Piazza Falcone. E non vediamo l’ora che arrivino. A meno che lui non voglia far tirare a tutta la città un meritato sospiro di sollievo dimettendosi prima”.

UNITI POSSIAMO LADISPOLI