“Mentre Cerveteri a parole e nelle varie promozioni viene rappresentata come epicentro virtuoso ed esempio della vita culturale italiana, nei fatti si assiste a situazioni che hanno a dir poco dell’assurdo e lasciano indignati, amareggiati, dispiaciuti, depressi…
Il centro di accoglienza e informazione turistica, denominato dagli anglofoni Visitor Center, è nuova struttura realizzata dal comune di Cerveteri nel piazzale Moretti, al centro della Core zone Unesco, con una spesa di 480.000 euro, fondi regionali e comunali sulla quale il comune aveva molto investito per valorizzare l’area e offrire servizi turistici e culturali pubblici, innovativi e di qualità ai cittadini e ai turisti .
La struttura è stata inaugurata nel giugno 2015 in pompa magna ( sul web articoli relativi, con grandi celebrazioni da parte di tutti i politici e funzionari presenti ), tenuta aperta dal ministero solo come biglietteria e book shop per un anno e chiusa ormai da oltre due anni. Struttura che doveva essere il volano di una pianificazione programmata per l’intero settore turistico locale, realizzata con diversi progetti, POR (programmi operativi regionali ) DTC (distretto tecnologico beni culturali) , per i quali oltre 3000.000 milioni di euro sono stati richiesti nel 2008-2009 e successivamente concessi tramite bandi europei e regionali (vedi sistemazione strada accesso necropoli, nuovi sentieri, multimediale , illuminazione aree archeologiche, visitor center…).
Progettazioni ricondotte all’interno della complessiva visione d’insieme del business plane del piano di gestione Unesco, che coordina, indirizza e guida tutte le attività inerenti il sito e il territorio, questo almeno quanto previsto nelle delibere adottate e nelle progettazioni realizzate per le quali sono stati ottenuti i finanziamenti.
Una breve cronistoria ci dice, che la realizzazione del Centro di accoglienza viene adottata e portata avanti con varie deliberazioni comunali ad esempio n.113 del 28/11/2008 e n.203 del 01/12/2009 di GC , n. 40 del 16/06/2011 di CC e con altri atti necessari alla realizzazione dell’opera, a conclusione dell’iter l’amministrazione Pascucci subentrata alle precedenti stipula una convenzione che affida l’80% della struttura al ministero che la utilizza come biglietteria e book shop a disposizione della società che gestisce i servizi interni all’area recintata della necropoli, il restante misero 20% che avrebbe dovuto gestire il comune non viene mai aperto e dopo circa un anno la struttura viene chiusa a seguito del mancato nuovo affidamento dei servizi aggiuntivi relativi alla necropoli della Banditaccia con tanto di licenziamenti del personale e di fatto con l’abbandono generale dell’area e di quanto di valorizzazione e innovazione era stato finanziato e realizzato ( multimediale, visitor center, nuova sentieristica…)
Cosicchè un gruppo di imprenditori , che già quando era aperto trovavano a dir poco riduttivo l’utilizzo, considerata la prolungatissima chiusura, nel mese di dicembre 2019, prima dell’ emergenza Covid 19, decidono di presentare una richiesta all’amministrazione comunale per chiederne l’Immediata riapertura.
Il 16 febbraio 2020 esponenti del gruppo incontrano l’assessore Croci e successivamente , superato il periodo di Lockdown tramite zoom il sindaco Pascucci, entrambi dichiarano di essere in attesa delle decisioni del ministero ai beni culturali ritenendo che in quanto il bene è stato realizzato su proprietà demaniale la proprietà è dello stesso ministero … sulla base delle informazioni ricevute il gruppo di lavoro riunitosi sul tema reitera la richiesta di seguito riportata:
I sotto indicati imprenditori e associazioni :
Strada dei Vini, Artemide guide, Ilari Francesco, La bottega dell’arte, I Rasenna, Rita Lucarini…
chiedono al sindaco e all’amministrazione comunale di avanzare richiesta urgente alle autorità competenti, per l’affidamento al comune di Cerveteri della gestione dell’intera struttura denominata Centro di Accoglienza e informazione turistica sito nel piazzale Moretti della necropoli della Banditaccia. Il comune tramite bando pubblico potrà individuare competenti imprenditori del territorio per la gestione coordinata dei servizi e delle attività previste , con la possibilità di mettere a disposizione spazi utili alle eventuali esigenze che verranno manifestate dal ministero. Restiamo in attesa di cortese riscontro.
Cerveteri 20/12/2019,Cerveteri 17/01/2020
Le imprese e associazioni locali, che hanno presentato questo appello/richiesta, da anni lavorano per la valorizzazione del sito Unesco a titolo esemplificativo hanno anche delineato alcune idee per l’utilizzo del centro che rappresentano un piccolo contributo per dare la visione di quale potrebbe essere una gestione corretta dello stesso:
- Apertura di un punto ristoro che lavori e promuova le eccellenze enologiche e agroalimentari locali.
- Offerta servizi di accoglienza e informazione turistica con più desk all’interno dello spazio del centro di accoglienza, affidati a soggetti locali competenti vari settori : es. Artemide guide e servizi turistici, La strada dei Vini e Francesco Ilari vini e prodotti enogastronomici tipici del territorio, La bottega dell’arte e altri per artigianato locale, associazione B&B e agriturismi offerte ospitalità… Il tutto da realizzarsi con diverse possibilità… rete d’impresa, convenzioni tra società …
- Accordi di collaborazione con i volontari che gestiscono diverse aree esterne al recinto della Banditaccia.
- L’idea di gestione sopra abbozzata prevede chiaramente anche la possibilità per il ministero di avere a disposizione propri desk per eventuali esigenze che intenderà manifestare.
- Il comune avuta la disponibilità della struttura con bando pubblico potrà individuare in maniera specifica attività e servizi da svolgere nel centro, competenze e quant’altro necessario per il funzionamento della struttura, alle società spetterà trovare le formule legali giuste per riunirsi e proporsi.
La richiesta è stata avanzata e reiterata sulla base delle seguenti considerazioni :
- Il centro di accoglienza è una struttura realizzata dal comune di Cerveteri responsabile e promotore dell’intero iter amministrativo che ha richiesto e ottenuti fondi regionali e stanziato propri fondi allo scopo di valorizzare l’area della necropoli della Banditaccia e di offrire strutture di accoglienza turistico culturale a servizio pubblico, come riportato in diversi atti e delibere dell’ente comunale.
- Essendo stato realizzato in area pubblica (demaniale), sottoposta ulteriormente ad uno stretto vincolo archeologico è stato necessario effettuare sondaggi geologici, ottenere il nulla osta dell’allora soprintendenza all’etruria meridionale, adeguare la struttura alle prescrizioni previste per l’area, tutto a carico del comune di Cerveteri con propri fondi, mezzi, competenze e atti amministrativi.
- Essendo la struttura al centro della Core zone Unesco la gestione va coordinata tra Ministero Beni Culturali e Comune di Cerveteri.
- L’affidamento regolamentato da convenzione firmata dai due soggetti, che attribuisce a oggi la gestione di circa 2/3 al ministero (affidata al polo museale che ha poi riaffidato alla società che gestiva i servizi interni alla necropoli) e 1/3 al comune di Cerveteri), risulta evidentemente non corretto formalmente e idoneo per il buon funzionamento e utilizzo della struttura. In primo luogo perché il centro, come ripetuto in diverse delibere dell’amministrazione comunale, nasce per offrire servizi e attività aperti al pubblico che evidentemente non possono essere collegati in alcun modo ai servizi aggiuntivi interni alla necropoli che verranno banditi dal ministero, vincolati al pagamento del biglietto d’ingresso. In secondo luogo perché fin dalla sua apertura la gestione ministeriale ha evidenziato difficoltà gestionali che non hanno mai permesso al centro di svolgere appieno la sua funzione, relegata ai soli ruoli di biglietteria e book shop. In terzo e non ultimo luogo perché sono oltre due anni che il centro è stato chiuso e questo conferma il fallimento della gestione ministeriale.
- Alla luce di quanto sopra evidenziato, in linea con quanto previsto dai vari atti adottati e con il piano di gestione Unesco che prevede l’ampio e diretto coinvolgimento delle competenze locali nella gestione del sito, si ritiene che i servizi e le attività previste debbano e possano essere svolte al meglio da aziende del territorio che hanno sviluppato competenze e know how tali da garantire efficienza, economicità e il massimo del valore possibile nell’attuazione degli obiettivi fissati.
L’amministrazione comunale riversa tutte le responsabilità sul ministero, che certo ha le sue colpe, ma il Comune che ha realizzato la struttura e portato avanti tutto l’iter amministrativo e investito propri fondi riteniamo abbia il diritto/dovere di far rispettare il proprio ruolo e pretendere a nome di tutta la popolazione l’affidamento della gestione del centro e procedere alla sua veloce riapertura e piena entrata in funzione.
Non è possibile assistere inermi alla mancanza di interesse o semplice incapacità dovuta a molteplici fattori di un organismo sovraordinato e vedere il nostro sito Unesco, patrimonio dell’umanità, quindi riconosciuto d’importanza e interesse sovranazionale dal mondo intero, completamente abbandonato e milioni di euro che dovevano servire a creare un reale sviluppo del comparto turistico e culturale sottoutilizzati se non buttati alle ortiche, con tutto il rispetto per queste piante. Per inciso anche il multimediale della Banditaccia, innovazione tecnologica spettacolare e unica nel mondo all’interno di un sito archeologico, promosso dal comune di Cerveteri che nel 2008 ha vinto il bando di 1000.000 di euro del distretto tecnologico per i beni culturali (DTC) , realizzato poi dalla società Mizar di Piero Angela e Paco Lanciano, messo a disposizione della soprintendenza che già prima del Lockdown funzionava in maniera ridottissima è oggi spento e disperiamo di vederlo riacceso…, altro argomento che è il caso di approfondire.
Di fatto l’appello/ richiesta per la riapertura del centro di accoglienza non ha finora avuto risposta, il centro è chiuso e abbandonato, in più non sappiamo quando e come verrà riaperto. La nostra richiesta viene quindi reiterata con forza e invitiamo tutti i cittadini le forze sociali e politiche a sostenerla e portarla avanti ognuno con le proprie possibilità e competenze. Come gruppo di lavoro ci siamo dati tempo fino a settembre, in attesa delle novità J che speriamo positive e vogliamo organizzarci in caso contrario con una manifestazione al piazzale della Banditaccia per chiedere direttamente al Ministero per i beni culturali il rispetto del nostro sito con l’affidamento della gestione del centro al nostro comune, nel frattempo è nostra intenzione continuare ad informare e a fare chiarezza sulla questione a presto”.
Francesco Ilari Stefania Lorenzetti Rita Lucarini
