In meno di un mese, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia hanno identificato i componenti del “gruppo di fuoco” che lo scorso 20 aprile gambizzarono Paolo Ascani, 51 anni, cognato di Roberto Spada. Si tratta di F.G. 46enne romano, D.A. 41enne romano e C.R. 34enne romano.

Dalle prime luci dell’alba di lunedì 25 maggio stanno notificando un’ordinanza che dispone la loro la custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, con l’accusa di tentato omicidio.

Il fatto di sangue si colloca nelle dinamiche di “riposizionamento” dei gruppi malavitosi lidensi sullo “scacchiere criminale” di Ostia.

Il 20 aprile il 51enne si è presentato all’ospedale Grassi di Ostia con una ferita alla gamba – tra il polpaccio e la caviglia – compatibile con un colpo di arma da fuoco. Subito sono stati allertati i militari: a loro l’uomo ha riferito che, intorno alle 17, stava camminando in via Antonio Forni, dove poi è avvenuto il ferimento.
Dalle indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia e della DDA di Roma, è stato altresì acclarato come tale azione, tesa a rimarcare la supremazia dell’organizzazione criminale a cui appartengono gli esecutori, in opposizione al Clan SPADA, vada a collocarsi nelle dinamiche di “riposizionamento” dei gruppi malavitosi lidensi sullo “scacchiere criminale” di Ostia.
A tal proposito si evidenzia che la vittima, Paolo Ascani, è il cognato di Roberto Spada (elemento apicale dell’omonimo clan, attualmente recluso in regime di 41 bis presso il carcere di Tolmezzo, a seguito dell’operazione denominata “Eclissi”) mentre gli esecutori del tentato omicidio sono ritenuti contigui ad un gruppo criminale emergente sul territorio lidense, derivante dalla Camorra napoletana e da tempo insediato nel quadrante Est della Capitale.
Il mandante dell’agguato, infatti, identificato nel pregiudicato quarantaseienne F.G., è cognato di Angelo Senese, fratello del boss detenuto Michele Senese detto “O’ Pazzo”.
Non è la prima volta che questa porzione di territorio è teatro di violenti scontri tra opposte fazioni; infatti nell’ottobre del 2015, proprio nei pressi dello stesso supermercato, si è consumato un altro regolamento di conti che ha visto soccombere Massimo Cardoni, noto malvivente appartenente alla famiglia dei “Baficchio”, raggiunto alle gambe da alcuni colpi d’arma da fuoco esplosi da appartenenti alla famiglia degli Spada, successivamente condannati per questo episodio nell’ormai noto processo “Sub Urbe” che ha dato il via alle numerose e successive indagini condotte in questi ultimi anni sempre dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia e che hanno consentito di portare alla condanna anche per il reato di cui all’art. 416 bis (associazione per delinquere di tipo mafioso) nei confronti della famiglia Spada (indagini “Critical”, “Maverick”, “Eclissi” e l’indagine sulla ben nota testata che Roberto Spada ha dato al giornalista RAI Daniele Piervincenzi nel novembre 2017).
“L’ operazione dei Carabinieri del gruppo di Ostia di oggi è l’ennesima risposta dello Stato alla protervia dei sistemi criminali ad Ostia. Il mio ringraziamento va agli investigatori dell’Arma e ai Magistrati della DDA di Roma che in meno di un mese hanno individuato il mandante e gli esecutori del tentato omicidio di Paolo Ascani. Ostia è uno scacchiere complesso ed estremamente importante negli equilibri criminali della Capitale. Abbiamo avuto condanne definitive per reati di mafia, grandi successi dello Stato. Oggi come non mai è fondamentale una risposta corale di tutte le istituzioni, della società civile e delle associazioni di categoria del commercio e delle imprese, affinché le mafie vengano sradicate da un territorio ricco di bellezze e di storia”. Così in una nota Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione Lazio.
