Vaccinazioni, Nicola Di Meo: "I dati ufficiali sono inattendibili" • Terzo Binario News

Vaccinazioni, Nicola Di Meo: “I dati ufficiali sono inattendibili”

Gen 14, 2019 | Cronaca

I dati statistici sulle reazioni avverse al vaccino che vengono presi in 
considerazione a  livello istituzionale o dai medici italiani  per dimostrare l’innoucuità del farmaco non hanno alcun valore statistico e concreto.

Perché in Italia la vigilanza sui vaccini è affidata a quella che viene in gergo definitiva farmacovigilanza passiva.

In pratica, si aspetta che i genitori del bambino vaccinato vadano spontaneamente a denunciare  la reazione avversa riscontrata (più o meno grave) dopo la somministrazione o ci si affida alla buona volontà del medico che voglia riconoscerne  la correlazione e promuovere gli atti per la segnalazione dell’evento.

In buona sostanza, colui che dovrebbe assicurarti la massima attenzione per la tutela della salute riguardo qualsiasi trattamento sanitario è lo stesso che dovrebbe riconoscere la connessione pregiudizievole.

Si tratta di dati, quelli raccolti in base a questa metodologia, assolutamente inattendibili e non coincidenti con la realtà delle reazioni avverse reali. A dimostrarlo uno studio effettuato in Puglia dove è stata attuato, invece, un esperimento di farmacovigilanza attiva. 

In pratica, non si è atteso che il genitore denunciasse la reazione avversa, ma il dato è stato ricavato da una osservazione diretta dei medici. Il risultato è stato sorprendente: su 1.672 bambini tenuti sotto osservazione, gli eventi avversi gravi correlati alla vaccinazione hanno avuto un’incidenza del 40,69 su mille (significa 4 su 100).

Si è voluta l’anagrafe vaccinale nazionale mentre non si vuole la vigilanza e monitoraggio attivo dello stato di salute dei soggetti vaccinati.

Perché? A chi giova impedire una reale raccolta dei dati?
Cerchiamo risposte.

Dott.(giur.) Nicola  Di Meo
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