Santa Marinella, Settanni: "No il comune all'ex cementificio; sì all'ex fungo" • Terzo Binario News

Santa Marinella, Settanni: “No il comune all’ex cementificio; sì all’ex fungo”

Ott 28, 2018 | Senza categoria

“A Santa Marinella siamo ormai abituati, da circa quattro mesi, ad assistere a dichiarazioni eclatanti di chi guida l’amministrazione in carica, che si risolvono puntualmente in un nulla di fatto.

La questione della trasformazione dell’ex cementificio, per come è stata posta, affrontata e poi presentata alla cittadinanza attraverso i media, è sintomatica di una metodologia di lavoro avulsa da tutte le logiche di buona amministrazione e di lungimiranza nella prospettiva di una saggia pianificazione territoriale. Anche in questo caso, c’è qualcuno che ha deciso che a tutti i costi lì si deve realizzare la sede comunale e pertanto si lascia andare in proclami senza aver prima fatto una seria valutazione delle opzioni praticabili e dei costi/benefici. Del resto, i cittadini di Santa Marinella questo film lo hanno già visto per l’area denominata “ex fungo” dove sempre lo stesso protagonista, nel suo primo mandato, voleva realizzare la sede comunale. Oggi invece la comunità si ritrova sul groppone un contenzioso con la società che ebbe a predisporre il progetto, una richiesta di risarcimento di circa 4 milioni di euro ed una sede comunale vista solo nei sogni.
Il sito dell”ex cementificio” in zona Valdambrini è un noto esempio di archeologia industriale, soggetto a vincoli di natura conservativa per le parti architettonicamente significative dei volumi edificati.
La specificità della struttura, la vasta estensione territoriale e l’imponenza dei volumi esistenti per circa 55mila metri cubi richiede, prima di ogni ipotesi di trasformazione, una cauta e razionale valutazione sulle destinazioni da conferire ai volumi trasformati ed a quelli di nuova eventuale edificazione. La casistica è analoga a quella di altre tipologie di immobili come ad esempio quelli militari. Per più di dieci anni ho avuto modo di occuparmi dei programmi di dismissione degli immobili militari, allorquando con il decreto legge 112 del 2008 fu data la possibilità al Ministero della Difesa di alienare il proprio vasto patrimonio immobiliare inutilizzato attraverso procedure di valorizzazione armonizzate con gli enti locali. La riconversione di queste aree aventi in origine una ben precisa connotazione d’uso che poi si è persa nel tempo a seguito del venir meno della funzione che assolvevano nel tessuto urbanistico dei luoghi in cui erano inseriti, non può che passare attraverso l’analisi delle esigenze dello sviluppo che si intende conferire al territorio. Normalmente, trattandosi di vaste aree, solo l’adozione di un progetto che preveda la realizzazione equilibrata di un mix funzionale di opere riesce a ridare nuova vita a tali complessi infrastrutturali, attraverso una riqualificazione generale che comprenda differenti destinazioni d’uso fra quella residenziale, commerciale, pubblica/servizi e se ce ne fosse la necessità anche turistico-alberghiera. Ciò perché solo una molteplice differenziazione d’uso con il bilanciamento della conseguente redditività delle infrastrutture da realizzare riesce a risolvere la complessità economico-finanziaria che è alla base di tali operazioni in cui il costo degli edifici ed aree ad uso pubblico, che non producono plusvalenza, deve essere compensato da infrastrutture a più alta redditività. C’è poi una quadratura prettamente finanziaria in cui l’intero progetto trova una sua fattibilità, solo se l’investimento riuscirà a dare un adeguato ritorno nel corso di un congruo lasso di tempo a chi decide di effettuarlo, consentendogli di recuperare tutti i costi di trasformazione. È quindi evidente, sulla base delle pregresse considerazioni, che mandare alla cittadinanza un messaggio così semplicistico di realizzare la sede comunale presso l’ex Cementificio è solo fumo negli occhi. Tanto più che lo strumento urbanistico di Santa Marinella risale agli anni 70 e non risulta adeguato e strutturato per recepire una così importante trasformazione dell’area in questione. Pertanto, il Gruppo Consiliare del M5S ritiene che di fronte ad una problematica di così grande importanza per il futuro della città, piuttosto che fare annunci al vento, sarebbe stato prima opportuno rivedere i piani di assetto territoriale ed urbanistico per valutare la migliore soluzione per la collocabilità della sede comunale, definendo nel contempo anche le funzioni di altre aree valorizzabili della città quale ad esempio l’ex Fungo, in una prospettiva globale e coordinata per poi procedere ad un concorso di idee per lo sviluppo dell’area dell’ex Cementificio, portando quindi sul piatto delle trattative con la proprietà soluzioni già condivise ed accettate dalla comunità e non ad essa imposte, come ormai i santamarinellesi sono abituati a subire”.

Francesco Settanni Consigliere Portavoce del Movimento 5 Stelle.