Depuratore, Verdi Cerveteri: "Questioni ataviche, l'amministrazione ha attuato tutti gli atti necessari" • Terzo Binario News

Depuratore, Verdi Cerveteri: “Questioni ataviche, l’amministrazione ha attuato tutti gli atti necessari”

Gen 31, 2018 | Cerveteri, Politica

Riceviamo e pubblichiamo – “In questi giorni abbiamo letto diversi interventi sulla stampa locale che annunciavano come notizia choc l’assenza di un impianto di depurazione nella frazione di Ceri.

Senza voler minimizzare il problema ci preme sottolineare la superficialità di alcuni esponenti politici che da decenni ricoprono ruoli pubblici in questo Comune nei confronti delle questioni ambientali.

Tutte le questioni che stanno emergendo in queste ore sono ataviche e dimostreremo come l’Amministrazione Comunale abbia attuato tutti gli atti necessari ad uscire dall’emergenza affrontando e risolvendo problemi che oggi non avrebbero dovuto presentarsi.

Se infatti possiamo comprendere che alcuni giornalisti non conoscano approfonditamente il sistema di gestione del sistema fognario e degli impianti di depurazione, chi siede in Consiglio dovrebbe invece conoscere la storia amministrativa, lo stato dell’arte e non cadere dal pero perché in molti casi hanno avuto un ruolo e delle responsabilità specifiche.

Partiamo dalla situazione di Ceri, borgo esistente da circa 2000 anni, dove le criticità vengono individuate in un Protocollo d’Intesa tra Regione Lazio, Provincia di Roma e ACEA ATO 2 in fase di attuazione del Piano Straordinario di risanamento delle risorse fluviali, lacuali e marine finalizzato al superamento dell’emergenza degli scarichi nell’Ambito Territoriale n. 2. Piano che veniva approvato con delibera di Giunta Regionale n. 668 del 3/8/2007. All’interno di questo Piano veniva inserita la progettazione e la realizzazione di un impianto di depurazione e potenziamento della rete fognaria a servizio della frazione di Ceri proprio in relazione alla emergenziale situazione ambientale esistente poiché era già stato rilevato che reflui provenienti dal centro abitato venivano recapitati al Fosso della Mola senza alcun trattamento preliminare e al Fosso di Sanguinara previo passaggio in fosse Imhoff. Per detta opera la Regione Lazio dispose un finanziamento di 230.000 Euro.

ACEA ATO 2 S.p.A. avviò la progettazione preliminare per l’eliminazione di tutti gli scarichi fognari non a norma degli insediamenti del Borgo di Ceri e alla protezione dei corsi d’acqua superficiali attraverso la realizzazione di una rete fognaria a sistema separato con collegamento delle acque reflue di scarico del centro abitato di Ceri ad un impianto di depurazione di nuova realizzazione da ubicarsi a margine del Fosso della Mola con scarico delle acque trattate nel Fosso stesso nel rispetto dei dettami della normativa di riferimento vigente in materia di tutela delle acque.

Il progetto preliminare per la realizzazione di detto impianto veniva approvato dal Consiglio Comunale con Delibera n. 51 del 17.10.2010. Le criticità legate al contesto paesaggistico-culturare in cui insiste l’opera hanno comportato ben tre revisioni del progetto definitivo sulla base degli elementi emersi in numerose Conferenze di Servizi tenutesi presso l’Area Risorse Idriche e S.I.I. della Regione Lazio che hanno portato a ridurre al massimo l’impatto del nuovo impianto, incassando così il via libera definitivo il 17.06.2013.

La realizzazione del nuovo depuratore è stata così inserita nel Programma degli Investimenti 2014-2017 per il Servizio Idrico Integrato approvato dalla Conferenza dei Sindaci ATO2 – Lazio Centrale con delibera n. 9-14 del 10.07.2014.

Il progetto è stato così consegnato al Comune di Cerveteri che ha provveduto a comunicare agli interessati l’avvio dei procedimenti diretti all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e alla dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità delle opere.

Trascorsi i 30 giorni dalla data di pubblicazione e non essendo state presentate osservazioni scritte inerenti il procedimento il Comune procedeva, con delibera n. 28 del 30.7.2015 all’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione di una rete fognaria costituita da rami di fognatura all’interno del borgo di Ceri, un collettore che dal pozzetto di raccolta dei vari rami di fognatura nel borgo, ubicato in Via di S. Felice, scende lungo la strada di accesso a Ceri e percorre la strada di Via di Ceri fino all’area del futuro depuratore, un impianto di depurazione a fanghi attivi di tipo tradizionale a biomassa dispersa. Il costo dell’intervento veniva quantificato in € 1.704.000 oltre Iva di legge.

Nella stessa delibera di Consiglio Comunale veniva dato atto che l’approvazione del progetto costituiva contestuale adozione della necessaria variante al PRG vigente con la quale l’area interessata dalla realizzazione dell’impianto di depurazione a servizio del Borgo di Ceri assumeva la destinazione urbanistica generale a “Servizi Pubblici” ma che la procedura da seguire ai fini della esecutività della variante urbanistica era quella dall’art. 50 bis, comma 1, della L.R. 38/99 e s.m.i. che trova compimento nella Delibera n. 41 del 3.8.2016.

Nella delibera n. 41 del 3.8.2016 il Consiglio chiedeva di trasmettere l’atto propedeutico alla redazione del progetto esecutivo ad ACEA ATO 2 e richiedeva espressamente alla stessa ACEA di poter eseguire delle verifiche progettuali limitatamente alla capacità del nuovo sistema fognario di accogliere il complesso degli scarichi esistenti visto che da un’analisi del Servizio Ambiente sembrava che il progetto non tenesse in considerazione alcune abitazioni del borgo.

Di conseguenza l’ACEA avviava internamente una serie di indagini suppletive al fine di poter trovare una soluzione alle questioni poste dall’Amministrazione Comunale che hanno ritardato la redazione del progetto esecutivo. Proprio durante i sopralluoghi della Guardia Costiera si stava condividendo una soluzione progettuale tra i due Enti che a breve sarà formalizzata in modo che il Consiglio Comunale possa approvare il progetto esecutivo che ACEA dovrà mettere gara per la sua definitiva realizzazione.

Anche per quanto attiene la vicenda di Campo di Mare sono stati fatti numerosi interventi da parte del Sindaco a cominciare dal Provvedimento n. 32 del 22.9.2015, passando per l’Ordinanza Sindacale n. 4 del 1.2.2016, prima di arrivare all’Ordinanza Sindacale n. 4 del 18.1.2018 con la quale si ordina alla Società Ostilia di provvedere, con estrema urgenza e comunque entro e non oltre giorni 15 (quindici) dal ricevimento del presente provvedimento, a ristabilire le corrette condizioni igienico – sanitarie mediante gli interventi di risanamento conservativo, sia strutturale che impiantistico, dell’impianto di depurazione privato sito in Località Campo di Mare – Via delle Palme, al fine di renderlo idoneo allo scarico delle acque reflue urbane dell’ambito della Frazione Campo di Mare e, contestualmente, di ottenere la prescritta autorizzazione allo scarico della Città metropolitana di Roma nei termini di legge e garantirne una regolare continuità di servizio e, comunque, eliminare ogni situazione di pericolo per la salute, consistenti in:

• fornitura in opera di n. 3 pompe di adeguata potenza e dimensione;

• revisione impianto elettrico tale da ripristinare l’alimentazione di tutte le parti ad oggi disalimentate, e relativa fornitura di cavidotti, interruttori magnetotermici, differenziali e quantaltro;

• fornitura in opera di sistema di dosaggio cloro;

• smontaggio e rettifica motoriduttore/rastrellatore automatico;

• controllo delle funzionalità elettriche, meccaniche ed idriche di tutti gli apparati;

• riparazione campionatore automatico;

• pulizia della vasca di arrivo e vasca di prima raccolta e rilancio;

• attività di assistenza muraria, scavo, noleggio e quant’altro necessario a porre in essere le lavorazioni di cui sopra;

nonché tutto quanto occorrente a ricondurre l’impianto alla condizione necessaria a garantire il rispetto da parte dello scarico dei valori normativi/tabellari e di tutte le prescrizioni imposte dai soggetti titolati a rilasciare le autorizzazioni di legge, ivi compresi eventuali adeguamenti.

In caso di inosservanza dell’Ordinanza, oltre alla denuncia penale dei trasgressori all’Autorità Giudiziaria e all’applicazione delle sanzioni amministrative previste, il Comune procederà all’esecuzione in danno degli interventi, in sostituzione del legittimo proprietario, previa consegna delle chiavi da parte della proprietà al Legale Rappresentante dell’Ente o a suo delegato, e successiva occupazione temporanea dell’area dell’impianto per il tempo necessario per l’esecuzione degli interventi e l’inoltro delle richieste di autorizzazione allo scarico.

Durante il periodo intercorso, oltre alle diffide e ordinanze avanzate nei confronti di Ostilia, l’A.C. ha aperto un tavolo con ACEA per l’acquisizione dell’intero sistema idrico integrato di Campo di Mare che avrebbe visto un primo passaggio delle strutture al Comune e un successivo affidamento dello stesso ad ACEA ATO 2. Nonostante il Comune abbia sollecitato più volte la società Ostilia alla definizione di una convenzione per la presa in carico degli impianti, la società non ha mai risposto formalmente a tali inviti.

Durante i sopralluoghi tecnici con ACEA era stata valutata la possibilità di trasformare l’attuale depuratore in un impianto di sollevamento verso il depuratore di Cerenova in corso di potenziamento. L’aggravamento dello stato di funzionamento del depuratore comporterà inevitabilmente un intervento da parte del Comune nonostante questo sarà con ogni probabilità destinato alla dismissione.

Proprio a riguardo del depuratore di Cerenova è vero che è stata notificata una sanzione amministrativa al Sindaco in quanto coobligato in solido con ACEA ma per il solo fatto che era scaduta l’autorizzazione allo scarico nonostante ACEA abbia richiesto per tempo il rinnovo dell’autorizzazione esistente. Le numerose richieste di integrazioni documentali avanzate dalla Città Metropolitana non hanno consentito ad ACEA di ottenere il rinnovo dell’autorizzazione nei tempi previsti. L’impianto che risultava autorizzato per 50.000 abitanti equivalenti e senza capacità residua è stato in questi mesi oggetto di importanti interventi di potenziamento in corso di completamento. Quindi è assolutamente falsa la notizia diffusa dall’opposizione che l’impianto non funziona correttamente.

Mentre per quanto attiene il depuratore del Sasso è stata ottenuta l’autorizzazione provvisoria allo scarico nelle more del passaggio dell’impianto ad ACEA ATO 2. Ricordiamo che l’impianto era stato progettato con l’autorizzazione preventiva da parte della Ex Provincia di Roma per scaricare in Tabella 3. Una volta terminato il depuratore la Città Metropolitana ha diniegato l’autorizzazione definitiva per intervenute modifiche legislative più restrittive che hanno costretto l’Amministrazione ad adeguare il depuratore in Tabella 4.

L’autorizzazione provvisoria contiene alcune prescrizioni di lieve entità che l’Amministrazione ha avviato e che permetteranno in tempi brevi di ottenere l’autorizzazione definitiva e trasferire la gestione dell’impianto ad ACEA ATO 2”.

Le portavoce
Paola Olmi e Patrizia Dell’Olio