Ci pensa il sindaco Alessandro Grando a chiudere la bufera sulle dichiarazioni di questa mattina del consigliere Giovanni Ardita. Queste le sue parole: “Quelle del Consigliere Ardita sono certamente parole dettate dalla rabbia per il furto subito dalla famiglia di un caro amico tragicamente scomparso. Frasi da censurare, molto probabilmente scritte senza riflettere, che non rispecchiano il pensiero della Giunta e del Consiglio comunale tutto. Frasi che offendono una intera comunità che a Ladispoli conta migliaia di cittadini perfettamente integrati.
Invito quindi tutti gli amministratori comunali ad utilizzare sui social un linguaggio consono alle cariche che hanno l’onore di ricoprire e a non fomentare odio all’interno della nostra collettività.
Con l’auspicio che i malviventi vengano identificati e assicurati alla giustizia, rivolgo un pensiero di vicinanza e affetto alla famiglia Tabacchini.”
Un messaggio chiaro ed inequivocabile che al di là dei giudizi e le moviola sui singoli termini descrivono bene il comportamento che i consiglieri dovrebbero tenere nell’ottica di dare il buon esempio, sia sui social che nelle piazze reali.
