“Crisi Tirreno Power: prospettive del settore energetico”. Si parlerà di questo nel consiglio comunale aperto convocato dall’amministrazione comunale di Civitavecchia per mercoledì 28 giugno alle 9.
All’appuntamento saranno chiamati a partecipare, oltre ai consiglieri comunali anche le parlamentari Marta Grande e Marietta Tidei e i consiglieri regionali David Porrello e Gino De Paolis. L’invito è stato inoltre esteso anche ai rappresentanti di Tirreno Power, il dottor Massimo Allegra, Gianfranco Gennaro e gli ingegneri Maurito Prelati e Claudio Trombetta. Saranno inoltre presenti anche le Rsu di Torre Sud e i sindacati regionali Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb.
La situazione è sempre la stessa. A fine anno terminerà la cassa integrazione per i lavoratori. Scaduto questo termine, ci si concentrerà ancora sugli esuberi. Per Civitavecchia si parla di 15/20 unità lavorative impiegate soprattutto nei reparti di manutenzione. Secondo quanto emerso durante gli incontri tra società e sindacati, si starebbe valutando la possibilità di prendere in esame i prepensionamenti e la ricollocazione ma in altre aziende del territorio nazionale e non territoriale. Ricollocazione che trasformerebbe anche i contratti di lavoro somministrati ai dipendenti. Si passerebbe cioè da un contratto da dipendente elettrico a metalmeccanico. Trasformazione che creerebbe non poche problematiche anche dal punto di vista pensionistico.
E il consiglio comunale aperto di mercoledì prossimo andrà proprio in questa direzione. Le Rsu si stanno infatti muovendo insieme ai parlamentari del territorio, ai consiglieri regionali e all’amministrazione comunale per cercare di riaprire “il tavolo ministeriale – ha spiegato la Rsu Mauro Cosimi – e far sì che Tirreno Power riassorba più dipendenti possibili”. Ma non è tutto. Si punterà anche al riassorbimento da parte di Enel “tramite – ha spiegato ancora Cosimi – il Contratto collettivo nazionale del lavoro”. Proprio per questo motivo, non è escluso che il Consiglio comunale di mercoledì produca una delibera o una mozione con l’obiettivo di dare più forza istituzionale alla richiesta di riapertura del tavolo ministeriale.
