Carminelli accusa: “La sala è dei cittadini, non della maggioranza che in passato l’ha concessa a eventi di Forza Italia”. Bentivoglio replica: “Non è così, si tratta di un luogo istituzionale che non può ospitare iniziative politiche”
“A Tolfa sta succedendo qualcosa di molto grave – questa la nota dura della consigliera del Pd Sharon Carminelli -. La sindaca del Comune di Tolfa si sta comportando come se i beni pubblici fossero cosa sua, arrivando a negare l’utilizzo dell’aula consiliare al comitato Avvocati per il No in occasione di un incontro pubblico sul referendum. Avevo chiesto l’aula consiliare per una ragione chiarissima: è il luogo più centrale, più accessibile e soprattutto il luogo istituzionale del confronto democratico.
“L’alternativa proposta, il cosiddetto polo culturale, è raggiungibile praticamente solo in macchina. Questo significa escludere cittadini dalla partecipazione e rendere più difficile la presenza pubblica. Altro che soluzione: è un ostacolo. Ma c’è un fatto ancora più grave. A rispondere alla richiesta non sono stati gli uffici comunali competenti, come dovrebbe avvenire normalmente per la gestione degli spazi pubblici.
“Ha risposto direttamente la sindaca, scavalcando gli uffici preposti e decidendo personalmente se un bene comunale potesse essere utilizzato oppure no. Questo è un modo di amministrare che non possiamo accettare. I beni pubblici non sono nella disponibilità personale del sindaco di turno e non possono essere concessi o negati sulla base di valutazioni politiche. Qui non siamo davanti a una scelta tecnica. Siamo davanti a una scelta politica precisa: impedire che un’iniziativa scomoda si svolga nel luogo simbolo della rappresentanza cittadina.
“L’aula consiliare non è una sala qualsiasi È il cuore democratico del paese.
È il luogo dove si rappresentano i cittadini e dove i cittadini devono poter entrare, discutere, confrontarsi. E la cosa più inaccettabile è l’evidente doppio standard.
“Per iniziative politiche di Forza Italia l’aula consiliare si trova sempre, persino in occasione della loro festa di partito. Quando invece si tratta di informare i cittadini su un referendum costituzionale, improvvisamente l’aula diventa indisponibile o si fa finta di non capire la richiesta. Questo significa usare le istituzioni in modo di parte. Significa trasformare un bene pubblico in uno strumento politico. Significa trattare l’aula consiliare come se fosse proprietà della maggioranza e non dei cittadini. È un comportamento grave e inaccettabile, soprattutto perché riguarda un referendum, cioè uno dei momenti più alti della partecipazione democratica. Impedire o ostacolare un incontro pubblico su un referendum significa ostacolare il diritto dei cittadini a informarsi.
“E questo, in una democrazia, non dovrebbe mai accadere. Se la sindaca non tornerà sui suoi passi e non concederà l’aula consiliare, mercoledì durante il consiglio comunale occuperemo simbolicamente l’aula in segno di protesta.
“Perché l’aula consiliare non è della sindaca. Non è della maggioranza. È dei cittadini. E i cittadini hanno il diritto di usarla”.

Ed ecco la replica e il chiarimento della sindaca Stefaia Bentivoglio: “Come al solito la consigliera Carminelli mistifica le realtà e dietro il falso scudo della democrazia vuole violare e far violare per le proprie opportunità polituche quelli che sono principi attuati dalle amministrazioni comunali nella gestione di spazi e dei luoghi istituzionali. Da sempre le iniziative politiche non vengono svolte all’interno della aula consiliare che viene utilizzata oltre che per la sua naturale finalità solo per attività legate alla accoglienza degli altri livelli istituzionali o iniziative che abbiano lo scopo di promozione sociale e culturale del paese. Pertanto a una richiesta di una iniziativa politica per i referendum del 22 e 23 Marzo prossimo ho dato l’indicazione e la disponibilità della sala riunioni del Polo Culturale come sempre accade per questa specie di manifestazioni.
“Non penso che si possa definire incontro “informativo” una iniziativa promossa da un partito nazionale e dal Comitato Avvocati per il NO da ricondurre invece legittimamente a una propaganda politica in vista dei referendum. L’onestà intellettuale avrebbe dovuto evitare di fare questo tipo di richiesta. Cosa ben diversa aver accolto 50 giovani e un Onorevole del territorio per un saluto istituzionale nell’aula consiliare”.
La foto è l’evento a cui si riferisce la sindaca, diffuso in allegato la counicato della consigliera Pd.
