Un nuovo esclusivo pezzo si aggiunge al patrimonio etrusco di Tarquinia.
E’ stata infatti scoperta dagli archeologi dell’Università di Torino e della Sovrintendenza per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale una tomba del VII secolo a.C che era ancora sigillata nella necropoli della Doganaccia a Tarquinia.
Rimossa la pesante pietra che sigillava l’ipogeo gli archeologi hanno rinvenuto all’interno lo scheletro del principe etrusco adagiato sulla tomba di pietra e tutto il corredo funerario composto da vasellame, armi e gioielli che erano depositati all’interno di vasi insieme a sigilli appartenenti al nobile.
Ci vorrà molto tempo ancora prima di completare il lavoro di campionamento di tutto il materiale trovato. Dopo questo scrupoloso lavoro sarà possibile rendere visitabile la tomba.
Da tempo sul sito della Doganaccia lavorano gli archeologi guidati dal professore Mandolesi. l’équipe aveva già rinvenuto da due anni a questa parte numerosi reperti.
Da quello che emerge ci sono anche degli aspetti di carattere archeologico molto singolari. Sembra ad esempio che le pareti della tomba siano affrescate con una tecnica mai utilizzata nell’Etruria ed in Italia. Un altro aspetto riguarda sempre gli affreschi che sembra non abbiano come soggetto scene dell’oltretomba ma scede di vita quotidiana. Gli studiosi che lavorano sul sito ormai da più di due anni ipotizzano che nell’area furono deposti sovrani e principi etruschi. Si hanno infatti testimonianze leggendarie di una sepoltura di un certo Demarato di Corinto, ricco mercante greco. Si trasferì a Tarquinia intorno alla metà del VII secolo avanti Cristo, Demarato, e sposò una nobildonna locale, la più bella della città. Nacque un figlio, lo chiamarono Tarquinio Prisco e divenne il primo sovrano di origine etrusca di Roma.
La notizia della scoperta ha fatto il giro del mondo ed è stata ripresa anche dai telegiornali nazionali.
