Ieri pomeriggio, venerdì 7 novembre, decine di commercianti di Ladispoli si sono riuniti presso lo stabilimento balneare “Molto”. Motivo dell’incontro la crescente preoccupazione sulle tariffe della Tari per le attività commerciali.
“Non solo paghiamo molto di più delle utenze domestiche – lamentano gli esercenti – ma siamo anche costretti a sottoscrivere contratti aggiuntivi separati con la ditta affidataria del servizio o con altra ditta scelta da noi.”
Assolutamente irragionevole, secondo i commercianti, che il comune equipari la produzione prevista di rifiuti umido/organico di attività commerciali (ad esempio ristoranti o agriturismi) con contenitori di 25 litri, a quella di un’utenza domestica. “Per ogni ritiro di umido aggiuntivo la ditta incaricata prende 35 euro più iva e 25 euro per gli ulteriori passaggi successivi al primo” ha dichiarato uno dei commercianti presenti.
Tra le proposte avanzate durante la riunione persino il ricorso alla Corte dei Conti contro il tributo. Nel corso dell’incontro è poi emersa l’idea di costituire un’associazione che possa rappresentare gli interessi dei commercianti. Gli organizzatori hanno annunciato di voler scrivere una lettera al sindaco e all’amministrazione per chiedere la modifica del regolamento comunale sulla Tari, la fornitura di carrellati più grandi adeguati alle esigenze degli esercenti e il passaggio quotidiano per il ritiro dei rifiuti organici.
Nel frattempo prosegue la raccolta firme in calce a un documento, protocollato il 21 ottobre, e promosso da alcuni cittadini contro i rincari della tassa sui rifiuti. Il numero delle firme sarebbe arrivato a quota 1310.
Vedremo nei prossimi giorni come evolverà la situazione e se sarà concretamente aperto un tavolo di confronto fra amministrazione e commercianti. Al momento sarebbero oltre 100 gli esercenti che hanno aderito a questo tipo di iniziativa.