"Stimo Tsipras e Syriza. In Italia, se dovessi sognare, preferirei farlo con una sinistra da Civati a Landini". Intervista al sen. Campanella de "L'Altra Europa con Tsipras" • Terzo Binario News

“Stimo Tsipras e Syriza. In Italia, se dovessi sognare, preferirei farlo con una sinistra da Civati a Landini”. Intervista al sen. Campanella de “L’Altra Europa con Tsipras”

Set 21, 2015 | Politica, Roma

campanella tsiprasDopo la schiacciante ed esaltante vittoria di Alexis Tsipras alle elezioni anticipate greche, abbiamo intervistato il Senatore Francesco Campanella del gruppo L’Altra Europa con Tsipras.
In Senato, assieme a Fabrizio Bocchino, avete dato vita al nuovo gruppo per dare voce a quella sinistra alternativa al Pd, con l’ambizione di essere parte integrante di quella coalizione capace di
governare. Come procede?
Il lavoro svolto fino ad ora verte su un insieme di avvicinamenti delle forze di sinistra, operando a contatto con associazioni e movimenti. In particolare, seguiamo da vicino il mondo della scuola e ci stiamo impegnando con il movimento Lip, in relazione alla Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica. Inoltre, siamo in contatto con il coordinamento per la democrazia costituzionale visto che il Governo vuole deformarla e vuole acconsentire ai desideri delle istituzioni bancarie del Fondo Monetario Internazionale. Oggi, riteniamo che sia necessario ed urgente far sentire la nostra voce di dissenso per smascherare ogni tentativo di raggirare l’opinione pubblica. Per questo resistiamo alla proposta del Governo e ci prepariamo in vista di un prossimo referendum.

A proposito di referendum, come gruppo politico state partecipando a quelli indetti da Possibile di Civati, o ritenete che da solo non sia in grado di raccogliere le firme?
Fermo restando che non ci sono differenze sostanziali tra ciò che dice Pippo Civati e noi, mi rammarica non essere d’accordo su un paio di punti. Lui ha deciso autonomamente di partire e a mio avviso, avrebbe dovuto tenere maggior conto delle istanze dei movimenti che si stavano già occupando delle mobilitazioni e delle criticità segnalate dal coordinamento della democrazia costituzionale. Un coordinamento che ha al suo interno una ricca schiera di associazioni e costituzionalisti, dove in tanti segnalavano l’estrema importanza della costruzione dei quesiti, per scongiurare il rischio che questi non potessero essere ammessi dalla Corte costituzionale. Detto questo, capisco le motivazioni che lo hanno indotto a partire, pur non condividendone appieno il modus operandi. Che sia chiaro, con Civati dovremmo lavorare assieme, ma non si tratta di una considerazione politica dettata dalla necessità di controbattere all’attacco di Renzi, piuttosto legata alla sintonia politica che scorre tra noi.

Uno sguardo sulle elezioni greche e sullo straordinario risultato di Alexis Tsipras. Con la seconda vittoria di Syriza, vi sentite più forti e legittimati?
Ho una profonda sintonia e simpatia sia per Syriza, che per Tsipras, che ho sentito nell’ultimo  giorno di campagna elettorale in Grecia. La loro battaglia è anche la nostra. Per quanto riguarda la legittimazione, in Italia, ritengo che il nostro processo di definizione di una linea politica, sia fortemente influenzato soltanto in modo indiretto dalla bellissima vittoria di Alexis Tsipras. Mentre per quanto riguarda la vittoria della sinistra in Grecia, penso che abbia conseguenze più considerevoli e dirette per la Sinistra europea, l’unica capace di contrastare il Ppe il Pse, che poi sono le forze fautrici dell’austerità.  Volevano impastoiare nel Memorandum che gli hanno imposto, senza riuscirci. Tsipras non ha smesso di rompere le scatole e con la riproposizione di un governo di Syriza e di Anel, il leader greco avrà più libertà di movimento, per continuare a pressare e a chiedere la revisione del debito. Un altro aspetto importante della sua vittoria, risiede nella possibilità di una politica fiscale di sinistra da parte del Governo greco, perché con un Paese in gravi difficoltà, è comunque possibile provare ad attuare manovre di soccorso sociale, ed è una buona notizia per la sinistra e per il popolo greco. E’ vero che oggi ha bisogno dell’aiuto di Anel, partito si nazionalista, ma non va inteso come una destra economica e liberista.

In Italia, nonostante manchi una forza come Anel, pur di sconfiggere il Pd, avviereste un’alleanza con questo modello di destre?
In Italia il paragone è più complicato, innanzitutto perché prima di arrivare alle altissime percentuali di Syriza del 35 %, dobbiamo sbracciarci. E per farlo sarebbe utile unire le energie, da Civati a Landini, i quali, sarebbero capaci di evocare e di costruire una vera forza di sinistra. Secondo me, bisogna procedere verso questa direzione, magari con piccoli passi, che vadano in una direzione concorde. Con una destra nazionalista, chiaramente diventerebbe tutto più complicato. Se dovessi sognare, preferirei un Governo della sinistra italiana che si facesse da sola, mettendo in campo anche le forze più moderate, ma che come punto di partenza riesca a convergere in un programma comune. Ecco io credo che si possa creare una grande alleanza programmatica, a partire dal secondo comma dell’art 3 della Costituzione. La Repubblica, infatti, si deve far carico di perseguire l’ uguaglianza e l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Vendola e Ferrero, di Sel e Rifondazione, hanno tifato per Tsipras, per la sinistra unita e per il governo, nonostante le destre e i dissidenti di Syriza. In Italia perché è tutto più difficile?
Con la vittoria di Tspras in Grecia, la probabile di Podemos in Spagna e con la guida dei laburisti in mano a Corbyn in Inghilettrra, si creerà un quadro generale che porterebbe ad una situazione che se non è rossa è comunque rosea.

L’unità popolare, che ha accolto i dissidenti di Syriza, ha raccolto il 3% dei consensi. Le urne hanno dato ragione a Tsipras, ma concorda che le scelte del primo governo e gli accordi con i rappresentanti dell’austerità non abbiano rispettato le aspettative?
Secondo me bisogna recuperare i compagni dell’Unità popolare e bisogna far presto. Spero che vogliano dismettere un habitus mentale che alla fine risulta sempre velleitario. Ora denunciano il Memorandum e tutti quelli che si misurano con esso. Tsipras si è trovato come un lottatore che prende una sberla, ma ha dimostrato di essere capace di continuare la lotta.  Attaccarsi troppo al proprio sogno politico ed affermare ‘o il sogno o niente’ ed è ciò che forse ha più di tutti rovinato una certa sinistra. Alla stessa stregua, è ciò che ha imbambolato il Movimento 5 stelle in Parlamento. Il Memorandum non è riuscito a sconfiggere la sinistra e io sono il primo a credere che la politica bisogna farla lottando e resistendo, ma non bisogna mai perdere di vista il contatto con la realtà e con i rapporti di forza reali.