Il 57enne autore della sparatoria durante una riunione di condominio a Fidene è descritto dai testimoni come un uomo che viveva in uno stato di profonda debolezza
Secondo quanto raccontato, Campiti abitava in una casa senza acqua e senza luce ed era stato protagonista di una serie di denunce e persino di minacce nei confronti di bambini. “Aveva avuto problematiche – spiega una testimone – non so se era instabile”.
Il killer sul suo blog: “Mi tengono al buio, si spara meglio” – Sul suo blog dedicato proprio al consorzio Valle Verde l’uomo aveva scritto, il 2 novembre 2021: “Benvenuti all’inferno, qui con il codice penale lo Stato ci va al cesso, denunciare è tempo perso, so’ tutti ladri”. Il post continua con un lunghissimo elenco di accuse agli altri consorziati, riferimenti a presunte “mafie” e passaggi inquietanti come “Mi stanno tenendo senza pubblica illuminazione, si sa al buio si vede meno e si può sparare in tranquillità”. In passato c’erano state denunce incrociate tra Campiti e il Consorzio e, nel suo blog, l’uomo raccontava il suo rapporto conflittuale con la struttura del Lago di Turano.
Sempre nel lungo post infatti si fa più volte riferimento a minacce di “schioppettate” per chi non rispetta le regole del comprensorio che gli sarebbero state rivolte da personaggi – Campiti fa nomi e cognomi – riferibili al Consorzio. Il senso generale del messaggio sembra una sorta di lungo atto d’accusa nei confronti della gestione del Valleverde, definito più volte una “associazione a delinquere” di cui fanno parte, scrive, “i Comuni di Ascrea e Rocca Sinibalda, insieme con Prefettura e Procura di Rieti, che hanno legalizzato il pagamento del pizzo esigendo le quote consortili che tra parte ordinaria e straordinaria sono anche esose”.
Simboli del nazifascismo sul profilo Facebook – Una medaglia con un fascio littorio e il motto fascista “Molti nemici molto onore”, “soldatini” con le fattezze di Hitler e Mussolini, con decine di foto di quelle che sembrano gite domenicali a Roma, a Villa Adriana di Tivoli tra gli altri sono tra le immagini che si vedono sul profilo Facebook di Campiti.
Il killer aveva perso un figlio adolescente – Campiti aveva perso il figlio 14enne, Romano, in un incidente in slittino nel 2012 a Sesto (Bolzano) e il tribunale aveva condannato un maestro di sci e due responsabili del centro sciistico nel 2016. Nel 2017 la Corte d’appello aveva confermato la sentenza e il risarcimento di 240mila euro per la famiglia. Erano stati condannati a un anno e tre mesi il maestro di sci Alessio Talamini, il direttore del centro sciistico di Sesto-Croda Mark Winkler e l’addetto alla sicurezza Rudolf Egarter. Nelle zone del Reatino dove Campiti risiedeva la storia era nota e c’è chi aveva notato nell’uomo, da quell’episodio in poi, un netto cambiamento nell’atteggiamento e nel carattere.
Il blog e le denunce – Nel passato c’erano state denunce incrociate tra Campiti e il Consorzio Valle Verde. L’uomo utilizzava anche un blog in cui raccontava del suo rapporto conflittuale con la struttura del Lago di Turano.
(TgCom 24)
