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«Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?» N. Moretti.
Prendiamo a prestito questa battuta da Ecce Bombo per offrire ai nostri lettori una nostra chiave di lettura dello scenario attuale sul territorio. Cominciamo da Cerveteri dove la situazione sembra più semplice e meno articolata che a Ladispoli.
La Sindaca Gubetti ha rimbalzato, per ora, i tentativi di costringerla alle dimissioni. Asserragliata come un giapponese nella jungla ha fatto orecchie da mercante ed ora, con il nuovo calendario elettorale, farla cadere avrebbe come unica conseguenza l’arrivo di un Commissario Prefettizio in carica per oltre un anno.
Francamente non sappiamo quanti consiglieri possano auspicare questa soluzione perché è certo che un Commissario Prefettizio riaprirebbe qualche vaso di Pandora trovando chissà cosa e in più sarebbe sordo alle richieste non indispensabili senza contare qualche verifica contabile in più magari su qualche incarico sovrapagato.
Quindi è possibile che i barricaderos aspettino ancora qualche mese prima di tornare all’assalto, probabilmente in autunno, solo per evitare che la Sindaca gestisca il comune fino alle elezioni ottenendo per se una buona immagine e con essa giustificare la propria ricandidatura al secondo mandato. Una seconda candidatura che non è nel progetto di qualcuno.
Passiamo a Ladispoli dove è evidente il fermento che sulla carta è prematuro visto che si voterà fra oltre un anno e, non potendosi ricandidare Grando, il nuovo candidato Sindaco potrebbe essere ufficializzato tranquillamente a fine estate sia per la maggioranza che per l’opposizione.
I più curiosi si chiederanno quindi come mai si sia partiti tanto presto? Ebbene, stante il fatto che Grando, finito il secondo mandato, non potrà ricandidarsi è scattata la lotta a di chi vuole mettere il cappello per primo sulla poltrona per la candidatura. In realtà questa frenesia ha contagiato anche l’opposizione giustificando alcuni incontri. Ma guardiamo prima l’area di centrodestra.
Grando non può candidarsi ma non rinuncerà ad avere un ruolo nella scelta del prossimo sindaco e per alcuni della maggioranza proprio qui sta il punto, ovvero limitarne la sua possibilità di influire sul nome del prossimo candidato giocando invece la partita all’interno delle segreterie di partito da Roma.
Come da noi spesso sottolineato i modi spicci e poco dialoganti usati con la sua maggioranza oggi sono usati come argomento di rottura con Fratelli d’Italia e Forza Italia e Lega. In Fratelli d’Italia Marchetti già da tempo si comporta da candidato sindaco contando sulle grazie da Roma, ed oggi è spalleggiato da Forza Italia pesantemente influenzata da Ruscito che fa agire il partito da opposizione, ma stavolta interna.
Questi comportamenti sono sfociati in una riunione di indirizzo congiunta fra i partiti, alla quale non ci risulta sia stato invitato il sindaco, probabilmente per metterlo di fronte al fatto compiuto. La cosa non è stata gradita dal sindaco il quale ha così organizzato una sua compagine organizzativa di stampo totalmente civico, come all’origine che lo fece eleggere nel 2017. Per ora sono schermaglie e vedremo come evolveranno.
Di certo ci viene da riflettere sulla pochezza umana di chi fino a ieri era servitor cortese del sindaco ed alzava la manina rendendosi complice senza battere ciglio dello sfacelo urbanistico ed oggi che le castagne messe sul fuoco dalla Giunta Paliotta sono state cotte a puntino dalle due giunte Grando pretende di passare all’incasso a prendere il cartoccio bello e pronto da sgranocchiare. L’ultima evoluzione è stato un tentato golpe in Conferenza dei Capigruppo dove su istigazione di un paio di consiglieri di maggioranza si è sostenuto che non ci sarebbero i numeri per convocare Consigli Comunali, seguito ad orologio dal comunicato dell’opposizione che sosteneva la stessa tesi.
Questa tesi è stata tecnicamente contestata da Trani che ha accusato, in un post, l’opposizione, i consiglieri di maggioranza golpisti ed implicitamente la segretaria di scarsa conoscenza della normativa. Anche qui vedremo gli sviluppi, ma il tentativo è chiaro, ovvero cercare di paralizzare l’attuale amministrazione per passare all’incasso di decidere il candidato. Questa connivenza fra l’opposizione ed un paio di consiglieri “ombra” di maggioranza è palese. L’incasso dell’opposizione è di bloccare Grando dividendo il centrodestra pe provare a vincere le elezioni, mentre per i partiti di cui alla famosa prima riunione divisiva l’incasso sarebbe di mettere Grando fuori dai giochi per la scelta del nuovo sindaco facendo conto di vincere da soli.
Di sicuro anche l’opposizione è in posizione ambigua, troppo condizionata da presenze ingombranti che strumentalizzano le azioni di sana opposizione. Di fatto tutta la devastazione cementizia è passata perché una parte dell’opposizione era condizionata dal proprio passato di proponente del nuovo Piano Regolatore, che Grando ha poi attuato aggiungendo di suo, ma l’opposizione è anche chiaramente in preda a preferenze per taluni costruttori rispetto ad altri e si è visto nel corso di questi anni con azioni eclatanti in alcuni casi, e sostanziale silenzio in altri. Questi interessi incrociati hanno fatto si che alla fine in Consiglio si sia vista molta ridicola scenografia e poca sostanza ed anche la buona volontà di Ladispoli Attiva sia finita nel grande tritacarne, qualche volta tratta in inganno dai suoi stessi alleati. Comunque l’opposizione sta lavorando per individuare una candidatura che molti vorrebbero verginale, per dare immagine diversa, ma che nella sostanza, nonostante la buona volontà, sarebbe soltanto un volto pulito con i soliti manovratori alle spalle. Ognuno può pensare ciò che vuole ma non ci sembra che il benessere dei cittadini sia il centro di queste prime grandi manovre di entrambe le parti.
“Il trasformismo, in politica, altro non è che aggiornamento delle proprie ipocrisie”. (Roberto Gervaso)
cardinal Mazzarino
