Sono settanta le persone indagate, cinquanta quelle fermate e più di trenta le squadre coinvolte tra Serie D, LegaPro e Serie B. Numeri da capogiro quelli che emergono dalla nuova indagine sul calcioscommesse, che ha dato il via alle azioni delle forze dell’ordine in tutta Italia. L’inchiesta avrebbe provato l’esistenza di due associazioni criminali che avrebbero alterato risultati di almeno 27 partite delle stagioni in corso di LegaPro e Serie D.
“Dopo l’ennesimo scandalo sul calcioscommesse bisogna fare tabula rasa del vecchio sistema. Ma, soprattutto, è d’obbligo risarcire tutti quei tifosi, la cui buona fede è stata tradita”. È quanto afferma, in una nota, Stefano Pedica del Pd. “Non si può esprimere sdegno e indignazione nel momento in cui viene scoperto il coperchio del marcio – rimarca Pedica – e poi dal giorno dopo andare avanti come prima. Bisogna avere il coraggio di azzerare un sistema che oramai fa acqua da tutte le parti e chiedere scusa a tutti i tifosi. E l’unico modo per cominciare a farlo è quello di restituire i soldi a tutti gli abbonati delle squadre coinvolte nell’inchiesta sul calcioscommesse”.
Le squadre coinvolte sono numerose e l’accusa sarebbe quella di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e alla truffa. L’operazione è partita da un’indagine su un esponente della ndrangheta, Pietro Iannazzo,che pare avesse interessi sulla squadra di calcio del Neapolis. Da lì, l’ennesimo filone di indagine che avrebbe dimostrato come moltissime partite siano state truccate con la compiacenza di giocatori, allenatori e dirigenti delle squadre coinvolte. Fermato anche Obeng del Santarcangelo, club fortemente immischiato nell’inchiesta di Catanzaro. Il giocatore fu acquistato dalla Roma alla fine della sessione di mercato invernale. Da qui l’inquietante scenario. Infatti, esiste un regolamento, secondo cui per ingaggiare un extracomunitario bisogna cederne uno. I club di serie A offrivano contratti semestrali a giocatori di basso profilo, lasciandoli in prestito e poi cederli alla sessione di mercato successiva per ingaggiare il giocatore che realmente interessava. Nel caso della Roma e di Obeng, pare che servì per tesserare Ucan. Di fatti un anno dopo il camerunense del Santarcangelo è rientrato nel giro dei trasferimenti a km zero. A gennaio è stato il Napoli a prenderlo, per aver un posto da extracomunitario da utilizzare la prossima estate.
Sul caso calcioscommesse interviene il Presidente Tavecchio, riconoscendo gli errori del passato, in particolare sulla possibilità di poter scommettere nelle serie dilettantistiche:
“Ci dichiariamo parte lesa per quanto sta accadendo, continuiamo a subire tutte le situazioni del paese. Il calcio non viene assolutamente aiutato da tutti questi scandali, noi siamo un soggetto che vuole difendere il sistema calcio da determinate cose ma purtroppo non abbiamo mezzi all’altezza in alcuni casi.” E aggiunge: “Quando le scommesse sportive sono state aperte anche alle partite dei campionati dilettantistici – conclude Tavecchio – dissi subito che era un grave errore, non sono stato ascoltato ed ecco che oggi se ne pagano le conseguenze.”
Tra le tante partite pilotate oggetto dell’inchiesta della Procura di Catanzaro, spunta anche una squadra della capitale, la Lupa Roma. A colpire il reparto della Polizia di Stato è stata una segnalazione delle dogane e dei monopoli di Stato, che ha riscontrato una predominanza di giocate sul segno 1 e quindi della vittoria della Juve Stabia. L’anomalia segnalata consisteva nella notevole differenza di incassi tra la partita in questione e le altre del medesimo campionato disputatesi nella stessa giornata.

