Nella delibera di giunta n. 180, l’amministrazione comunale di Santa Marinella ha partorito l’ultima trovata geniale: 3.800 euro di fondi pubblici per realizzare un video promozionale sulla città.
Ma attenzione: non un video qualsiasi, bensì un filmato realizzato con drone, rigorosamente in Full HD o 4K, e con colonna sonora originale o almeno libera da diritti d’autore. Perché sì, va bene promuovere il territorio, ma che sia senza immondizia, senza buche e senza troppa realtà.
Il motivo della ripresa aerea è semplice: se voli abbastanza alto, le discariche non si vedono. Le cataste di immondizia che decorano i marciapiedi spariscono, i cassonetti traboccanti scompaiono e le strade dissestate sembrano poesia urbana. L’occhio del drone è impietoso, ma a debita distanza può diventare anche uno strumento di propaganda.
Tutto bello, tutto elegante, tutto ben confezionato. Se non fosse che — mentre ci alziamo in volo — l’amministrazione ha appena impegnato anche 14.999,99 euro per l’associazione Cinemadamare, che ha lasciato in dote 9 videoclip e 18 cortometraggi. A occhio e croce, uno ogni 833 euro. Roba da far impallidire Netflix.
E così, dopo la “Santa Marinella capitale europea dello sport” (con piscine rigorosamente asciutte), e la “Santa Marinella bandiera lilla per il turismo accessibile” (con rampe d’accesso demolite e non ancora ricostruite), ci avviamo verso il prossimo traguardo simbolico: “Santa Marinella città teleripresa”.
Unica raccomandazione: attenti a non pubblicare anche qualche video scabroso. Che tra una buca, un palo storto e un cinghiale di passaggio, il drone potrebbe immortalare verità scomode. E non sia mai che nel grande cinema istituzionale entri per sbaglio un fotogramma di realtà.
Nel frattempo, i cittadini attendono investimenti veri: scuole che non crollino, strade percorribili anche senza SUV blindati, e magari una raccolta rifiuti che non costringa a zigzagare tra le buste. Altro che videoclip.
Servirebbero idee, progetti, e magari anche un po’ di decenza.
Braccio da Montone
