Il primo scontro tra il Sindaco di Roma Gianni Alemanno e il neo presidente della Regione Nicola Zingaretti non è tardato ad arrivare. Il governatore appena insediato si trova di fronte già una grana bella grossa. Il comune di Roma ha appena subito il deferimento dalla Corte di Giustizia Europea proprio per il caso Malagrotta. Il commissario europeo Janez Potocnik è stato chiaro: l’Italia rischia molto seriamente di veder chiusa la discarica romana.
Dura la risposta del ministro dell’Ambiente Corrado Clini: “Sa di quanti soldi stiamo parlando? Un milione di euro al giorno. Questa è la sanzione che l’Italia rischia per colpa della gestione fuorilegge dei rifiuti a Roma se sarà condannata dalla Corte di giustizia europea. Bene, a questo punto non si può più scherzare, prenderemo tutti i provvedimenti necessari per evitare questa catastrofe”.
Lo stesso ministro ha convocato per mercoledì 20 marzo un vertice in cui saranno presenti anche Gianni Alemanno, Nicola Zingaretti e il prefetto Uberto Postiglione. Come se non bastasse è coinvolto nei fatti anche Manlio Cerroni, imprenditore romano, che non solo è proprietario del sito di Malagrotta ma anche degli impianti di gassificazione CDR adiacenti alla discarica. Battaglie di ambientalisti si sono abbattute sull’imprenditore, che nel 2009 e poi nel 2011, si è visto sequestrare e successivamente bloccare il gassificatore.
Per il Sindaco Alemanno dovrebbe essere la Regione ad occuparsi del caso in più si dice favorevole all’introduzione di commissario straordinario per l’emergenza sui rifiuti che, a suo dire, deve avere pieni poteri fino a quanto non verrà stilato un piano da parte della Regione Lazio. Ironica la risposta del governatore Zingaretti: “Alemanno? È forte, è troppo forte. Fino a ieri era la Provincia a dover decidere e ora, invece…”.
