Referendum Piazza Grande a Ladispoli, una "farsa"? Vero: il quorum inserito solo 3 giorni prima del voto • Terzo Binario News

Referendum Piazza Grande a Ladispoli, una “farsa”? Vero: il quorum inserito solo 3 giorni prima del voto

Dic 1, 2015 | Ladispoli, Politica

REFERENDUM-DELIBERAForse l’amministrazione comune di Ladispoli ha ragione a non prendere in considerazione il referendum consultivo su Piazza Grande perché lontano dall’essere una democratica consultazione.

Lo si evince chiaramente dall’iter intrapreso dall’amministrazione che mette in chiaro tutta l’approssimatezza con cui si sono svolte le cose. L’indizione del referendum non è stata fatta come si crede con largo anticipo rispetto alla data del voto, 29 novembre, ma addirittura solo tre giorni prima: il 26 novembre con delibera di giunta.

La cosa più grave però è che la regola, alla quale l’amministrazione ora si appella per non ritenere valida la consultazione, ovvero il famoso quorum 50%+1, è stata aggiunta solo 3 giorni prima della consultazione, quando si poteva avere una chiara percezione dell’andamento del voto e della partecipazione reale degli abitanti del quartiere.

Per dimostrare questo fatto è necessario ripercorre i passaggi recenti di questa storia.

In data 14 novembre il sindaco Paliotta con una mail, seguita poi da comunicato stampa ufficiale, annuncia il referendum per il 29 novembre presso la sala parrocchiale del quartiere. Si presuppone quindi che esista un atto che indice la consultazione, ma non è così.

In data 17 novembre l’amministrazione convoca anche dei membri di minoranza per presentare i punti della delibera con la quale verrebbe indetto il referendum consuntivo. Questo significa che l’atto al 17 novembre non c’era. Nel deliberato presentato ai consiglieri sono presenti 10 punti tra cui non figura però alcun quorum.

Nel frattempo la campagna elettorale era in corso, ma di fatto non c’era un atto che regolamentava la consultazione né tantomeno il quesito sul quale i cittadini si sarebbero espressi. Il comune però spendeva già soldi per manifesti con tanto di logo del comune e firma amministrazione comunale che invitava i cittadini a votare SI’.

Il 26 novembre si riunisce la giunta, tutti presenti tranne l’assessora Di Girolamo. Si indice il referendum con delibera n. 225. Nel deliberato compaiono tutti i punti presenti nella bozza di delibera illustrata alla minoranza con l’aggiunta di un ulteriore punto: IL QUORUM DEL 50% +1 degli aventi diritto.

Dall’indizione della consultazione al voto poi sono passati solo 3 giorni, ma c’è di più.

Perché la regola del quorum è stata introdotta solo 3 giorni prima del voto quando ormai il quartiere era già stato battuto da entrambe le fazioni alla ricerca di voti per il SI e per il NO? Perché l’eventualità del quorum non è stata illustrata alla minoranza il 17 novembre?

Altre domande alle quali l’amministrazione dovrà rispondere oltre all’assumersi le responsabilità di disattendere la volontà popolare.