Sono fresche di ieri un paio di determine, la 1944 e la 1950, con la quale si affidano, rispettivamente all’architetto Battisti ed all’architetto Carini, incarichi funzionali al proseguimento dell’iter della variante generale di piano regolatore generale di Ladispoli.
Molta attenzione sarà rivolta su quanto l’architetto Battisti dovrà valutare in merito alla Valutazione Ambientale Strategica che successivamente andrà pubblicata e per la quale i cittadini potranno presentare osservazione da inviare in Regione.
Infatti la stessa Regione ha fornito delle prescrizioni che, specialmente in ambito di smaltimento, imporranno un approccio importante alla questione se non proprio severo.
Ma tutta la Vas dovrà affrontare il problema della qualità della vita. Certo non passa inosservato che l’impianto della variante di Prg nasca già vecchio e le correzioni rischiano di essere solo pecette, non certo una soluzione efficace e moderna.
La Vas era più volte spuntata nelle osservazioni e si sono persi almeno due anni per non considerare quanto i cittadini avevano già fatto presente.
Ora la macchina è in moto si vedrà come l’Amministrazione condurrà questa fase che vorrebbe i cittadini coinvolti nelle scelte, prima ancora di andare in Consiglio Comunale.
Il dirigismo poco concilia con la partecipazione. Per oggi ci sono gli incarichi, vediamo come saranno interpretati.
Molto dipenderà dalle direttive che l’architetto Vanessa Signore, responsabile del settore, darà ai professionisti e da quanto la parte politica vorrà influenzare in termini di scelte ed orientamenti.
In fondo alcuni pezzi della maggioranza sono arrivati da altre sponde a contribuire alla vittoria di Grando, proprio in funzione di questa ennesima variante della variante.
L’urbanistica governa buona parte dell’economia e della qualità della vita dei cittadini: basti pensare al traffico, ai servizi, ma anche al lavoro ed è forse arrivata l’ora che i cittadini dicano la loro prima che manine asettiche si alzino condizionando la vita di tutti per decenni o addirittura modificando il territorio per sempre, come sta accadendo al km 38 dell’Aurelia.
Lì, dei terreni agricoli vincolati vengono distrutti con improbabili centri commerciali, attività non definite, demolizione di casolari paesaggisticamente significativi e, addirittura, con l’arrivo di sfasciacarrozze.
Senza parlare dello spreco di soldi degli ultimi 8 anni in improbabili progettazioni che si sapeva fallate dalla mancanza di Vas e urbanistica a macchia di leopardo ma tendenzialmente indirizzate o anche di determine che non hanno sortito effetti come quella sulle aree ricettive.
Tutti tentativi di aggirare i problemi senza affrontare la reale dimensione urbanistica con la U maiuscola, quella che riguarda la vita di tutti.
Ora, dopo le decisioni della Regione in merito allo scouting sulla Vas generale e a quanto indicato per km 38 ed Olmetto, assistiamo a questo nuovo capitolo e vedremo cosa uscirà dal cappello, sperando non sia il solito materiale da incantatori di serpenti.
