“Non si sono ancora placate le polemiche sull’esodo di massa dai vigili romani dall istituto della reperibiltà, che un nuovo fronte di scontro sembra agitare il Corpo della Polizia Locale di Roma, ad aprire il ‘caso’ (tanto per cambiare), la circolare N 301954 a firma, della vice comandante del corpo Dott.ssa Modafferi, con la quale ordina agli uomini del gruppo Spe di provvedere al piantonamento notturno del campo nomadi di via Luigi Candoni. Ordinare ad un gruppo con 60 persone in organico, di cui dieci esonerate dai servizi notturni ad istituire un presidio notturno quotidiano davanti ad un campo nomadi, significa costringere i lavoratori ad effettuare cinque/sei notti al mese, anzichè una come requisito previsto dallo stesso atto unilaterale per il raggiungimento della produttività”. Lo dichiara, in una nota, Paolo Emilio Nasponi, delegato Ugl presso lo Spe. “Ma non è tutto perchè al Coordinamento Romano della Ugl Polizia Locale, sembrano aver perso la pazienza innanzitutto occorre puntualizzare come nel contratto dei dipendenti comunali, non vi sia nessun obbligo a fare le notti – dichiara Marco Milani, Coordinatore Romano Ugl Polizia Locale – obbligo che il comando sembrerebbe ‘desumere’ da una legge regionale del 2005 mai ratificata nei protocolli d’intesa e disapplicata in ogni sua parte, ma cosa più grave, rincara il sindacalista, il lavoratore notturno per legge dello stato, oltre a dover effettuare un orario settimanale inferiore alle 36 ore (e non è questo il caso dei vigili), deve essere sottoposto a visite preventive che ne accertino l’idoneità e l’inottemperanza a tale obbligo a carico del datore di lavoro è sanzionata Penalmente, in virtù di questo, abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale di provvedere ad intraprendere le necessarie azioni a tutela dei lavoratori, presso la Procura competente”. “Non si ferma quindi lo scontro tra i caschi bianchi ed i loro vertici, che quasi sempre hanno visto i pizzardoni uscire vincenti nelle aule.dei tribunali, come nel caso delle rotazioni anticorruzione e dello spostamento dei sindacalisti (cassate dal tar e dal tribunale del lavoro) o dell improvvisato obbligo di lavorare in ordinario nelle festività infrasettimanali (bocciato dalla cassazione) anche merito a questo – aggiunge Milani – il comune è stato condannato al pagamento delle spese sostenute per improvvide scelte di dirigenti poco oculati, valuteremo di rivolgerci alla corte dei conti, affinchè tali esborsi non siano a carico dei contribuenti ma dei responsabili di scelte sbagliate”.
Polizia Locale, Ugl: scontro con il comando per i servizi notturni
