Poliambulatorio di via Ramazzini, i sindacati: “Percorsi e spazi inadeguati” • Terzo Binario News

Poliambulatorio di via Ramazzini, i sindacati: “Percorsi e spazi inadeguati”

Giu 9, 2020 | Roma, Sanità, Sindacati

La denuncia della Cgil: “Di certo viene meno il rispetto delle misure di distanziamento indicate dagli attuali protocolli anti contagio. Trasferire i servizi altrove”

Allarme dei sindacati Cgil e Fp Cgil per il Poliambulatorio della Asl Roma 3 di via Ramazzini. La denuncia riguarda il disagio logistico per l’accesso alla struttura: “I cittadini entrano da una porta laterale – si legge in un comunicato – e accedono al settimo piano attraverso un percorso tortuoso che porta a un ascensore di servizio, scarsamente illuminato e della cui agibilità ad uso pubblico non abbiamo certezza, mentre gli ascensori principali sono ora riservati alla Cri”.

“Impossibile distinguere le vie di entrata e uscita, non c’è adeguata aerazione – continua la nota della segreteria confederale e la categoria dei servizi pubblici Cgil di Roma e Lazio – Di certo viene meno il rispetto delle misure di distanziamento indicate dagli attuali protocolli anti contagio”. I sindacati ricordano che presso la struttura sanitaria di via Ramazzini si effettuano ogni anno una media di 80mila prestazioni, che vanno dai prelievi alla gastroenterologia, dalla cardiologia alla diabetologia, dall’ortopedia all’oculistica.

“La direzione aziendale non ha ascoltato, irresponsabilmente, le nostre richieste”, aggiunge la Cgil. “È inammissibile che non si tutelino i cittadini e, nell’ancor più critico quadro attuale, si resti immobili di fronte all’ulteriore disagio creato all’utenza. Da anni denunciamo l’inadeguatezza di questa struttura: oggi è a nostro avviso inevitabile trasferire i servizi altrove, in luoghi adeguati all’assistenza sanitaria territoriale, ricollocando anche il personale della Asl, costretto in spazi angusti all’interno dello Spallanzani”.

“I cittadini già hanno pagato, in termini di tempi d’attesa e capacità d’accesso, la mancata progettazione di un sistema integrato tra servizi di prossimità, prestazioni specialistiche e attività ospedaliere – scrive ancora il sindacato – Quando tutte le risorse sono state necessariamente concentrate nella gestione dell’epidemia da Covid, le altre prestazioni sono state fermate e ne hanno fatto e ne faranno le spese soprattutto le fasce più a rischio e con maggiori bisogni di cura. È il momento di intervenire per priorità e con uno sguardo al futuro, con un piano straordinario di assunzioni e investimenti. Per una sanità estesa, pubblica, adeguata ai bisogni di salute di milioni di cittadini, è necessaria una presa di responsabilità da parte delle Aziende e che sul tavolo della Regione Lazio si mettano in fila tutti questi aspetti. Nessuna ripresa è possibile senza investire su lavoro e qualità dei servizi”, conclude la Cgil.