“Il grido d’allarme lanciato ieri dalle organizzazioni sindacali rispetto ai servizi di sicurezza in porto ci preoccupa molto.
Cosa sta succedendo in PAS? Perché i lavoratori rischiano seriamente di non ricevere lo stipendio di febbraio? Cosa manca affinché il decreto 330 del 30 dicembre 2023 con il quale il presidente Musolino ha rinnovato l’affidamento in house dei servizi di sicurezza sussidiaria nei porti di Civitavecchia e Gaeta venga definitivamente formalizzato?
Sembrava fatta e invece, come un fulmine a ciel sereno, l’ingarbugliata vicenda legata alla Port Authority Security torna a far parlare sé e a mettere in apprensione decine di lavoratori e lavoratrici.
Non sappiamo effettivamente cosa stia bloccando questo procedimento, ma ci auguriamo davvero che dietro a questi imbarazzanti ritardi non ci siano né scontri interni all’AdSP né ingerenze da parte di ambienti vicini a qualche istituto di vigilanza privato.
Di fronte a questa situazione di una cosa siamo certi e la vogliamo ribadire senza troppi giri di parole: quella della PAS è una gestione sana e che da anni fa utili senza riprodurre quei vergognosi meccanismi di sfruttamento con i quali gli istituti privati vincono gare e si accreditano al cospetto dei committenti.
Quindi, qualora ci fosse qualche responsabile del procedimento che non ha ancora adempiuto al proprio incarico e non si è ancora preoccupato di firmare il decreto, motivi la sua condotta o proceda velocemente a chiudere questa imbarazzante vicenda. Il tempo dei giochetti sulla pelle dei lavoratori di PAS è scaduto e anche per questo continuare a generare ansia in decine di famiglie civitavecchiesi è francamente inaccettabile”.
Unione Popolare Civitavecchia
