“Al tavolo di un riunione distrettuale, l’ultima cui abbiamo partecipato quasi due anni fa prima che decidessero che eravamo troppo scomodi, feci la domanda se i nostri pareri erano vincolanti o meramente consultivi. L’impacciata assessora che aveva avallato i tagli al sociale mi rispose che le nostre parole servivano solo per un possibile orientamento.
Mi guardai intorno provando pena per quelle persone che erano presenti sperando in un lavoro di rete. Qui, pensai, i pesci non serve che abbocchino, qui li prendono con la rete.
Non fummo più convocati ma se lo avessero fatto non mi sarei più presentato per tavoli di lavoro dove non è riconosciuta la pariteticita’ ai partecipanti.
Non è dignitoso “mettere timbri” sulle decisioni altrui, specie se fatte in danno dei nostri figli.
Dignitosamente abbiamo fatto la nostra opera di denuncia delle difficoltà provocate alle persone disabili dai tagli al sociale mentre si destinavano risorse per concerti di fine stagione e telecamere puntate sul nulla di una vituperata piazza.
La risposta: quell’impacciata assessora l’abbiamo trovata insieme ai Carabinieri presente mentre qualcuno stava distruggendo il Parco degli Angeli.
Dignitosamente abbiamo continuato a denunciare l’inutilità di commissioni presentate come la panacea per tutti i mali, le malefatte in danno delle persone disabili, da ultimo lo “sfratto” che hanno subito dalla loro struttura nell’area artigianale, che pare stia culminando in un vero e proprio “arrangiatevi”.
Dignitosamente ci siamo rimboccati le maniche e messo le mani in tasca per ricostruire il Parco degli Angeli.
Abbiamo dimostrato a quell’assessora che già parlava di “ex Parco degli Angeli” annunciando l’inaugurazione di un polo per la disabilità (che nella sua fantasia sarebbe stato realizzato con i rottami portati via distruggendo quello che era stato creato per le persone disabili), che non si può distruggere un ideale.
Quell’ideale si chiama “rete degli affetti”.
Quelli messi in campo da chi vuole aiutare senza che il suo aiuto diventi uno spot pre-elettorale a beneficio di un sindaco che del silenzio ha fatto il suo emblema e che ha destinato con dubbie procedure un terreno che altro non ci appare che il prezzo di un colpevole silenzio su ogni oltraggio fatto alle persone disabili.
E così mentre con le maniche rimboccate stiamo lavorando per completare e rendere più funzionale una struttura che nonostante il Covid già funzionava, tanti amici vengono a dare una mano ai ragazzi, a volte fino a tarda sera, amici con cui condividere un pezzo di pizza ed un ideale: quello della rete degli affetti.
Non vedo né affetti né impegno in chi propina fantasiose tesi sull’indispensabilità di una rete di collegamenti e poi si muove autonomamente infischiandosene delle esigenze di chi invece dovrebbe essere da lui tutelato.
Non vedo affetto negli occhi di centottanta nuove telecamere.
Se ne esistesse una che, puntata sul cuore, potesse rilevare i sentimenti delle persone la orienterei si piazza Falcone e la collegherei ad un maxischermo.
Allora capiremmo meglio perché a Ladispoli stanno succedendo certe cose, ben condite da colpevoli silenzi di ogni tipo, in danno delle persone disabili”.
Filippo Bellantone / Presidente APS Parco degli Angeli Onlus
