Commento dell’avvocato di parte civile Celestino Gnazi dopo la sentenza della Cassazione sul caso Vannini di venerdì.
” È stato un giorno storico.
La decisione della Cassazione del 7 febbraio dovrà essere approfondita dopo il deposito delle motivazioni, ma possiamo sin d’ora affermare che sarà un caso destinato a fare scuola.
Debbo dire (con grande umiltà, ma altrettanta consapevolezza) che è stato davvero appagante sentir confermare dalla Cassazione quella impostazione giuridica che avevo convintamente adottato e difeso sin dal giorno successivo alla tragedia: che si trattava, cioè, di un omicidio volontario sotto il profilo del dolo eventuale a causa, in sintesi, del comportamento omissivo e mendace tenuto dai presenti nel periodo successivo all’esplosione del colpo di pistola. Attenzione però: ha vinto il diritto, non le suggestioni.
Il diritto è bellezza, disciplina, armonia, intuizioni, approfondimenti, evoluzione con il comune sentire. È una forma di giustizia che si avvicina il più possibile a quella vera. È stata (e sarà ancora) durissima, ma siamo determinati a farcela. Vogliamo avere giustizia, non vendette o processi sommari. Giustizia secondo Diritto. Il 7 febbraio abbiamo avuto anche la conferma che bisogna sempre lottare sino in fondo e mai abbandonare le proprie convinzioni. In questo, Marina e Valerio sono stati esemplari: mille difficoltà e mille delusioni, ma fermezza incrollabile nell’andare avanti con la fiducia che ce l’avremmo fatta. Perché abbiamo il dovere di donare a Marco il fiore più bello: quello della Giustizia”.
